31.05.2022 Icon

Non c’è capitalizzazione composta nel piano di ammortamento alla francese

Il piano di ammortamento alla francese non comporta l’automatica applicazione di interessi anatocistici, né di costi occulti.

Su queste basi, la Corte d’Appello di Milano ha recentemente dichiarato inammissibile l’appello incardinato da una mutuataria, ritenendo che i motivi proposti non presentassero ragionevoli probabilità di accoglimento.

Nel giudizio di primo grado l’attrice aveva contestato la validità del mutuo stipulato con un istituto di credito, lamentando in particolare la pattuizione di interessi usurari, la non conformità dell’ISC concordato a quello applicato in concreto e l’applicazione di un effetto anatocistico insito nel piano di ammortamento alla francese.

Il Tribunale di Milano rigettava integralmente le doglianze, senza dare ingresso alla CTU contabile.

In sede di appello, pertanto, la mutuataria reiterava le medesime contestazioni, sostenendo altresì l’indeterminatezza del finanziamento, perché la citata tipologia di ammortamento comporterebbe l’applicazione di un interesse composto non pattuito.

La Corte d’Appello, a seguito di un esame sommario, ha ritenuto di dover dichiarare inammissibile l’impugnazione.

Infatti, l’asserita usurarietà degli interessi veniva sostenuta sulla base della sommatoria tra interessi moratori e commissione di anticipata estinzione, che la Cassazione ha recentemente negato, atteso che la seconda “non costituisce una remunerazione, a favore della banca, dipendente dalla durata dell’effettiva utilizzazione del denaro da parte del cliente, bensì un corrispettivo previsto per lo scioglimento anticipato degli impegni a quella connessi”.

Con riferimento poi al piano di ammortamento alla francese, i giudici hanno affermato come “debba essere assolutamente condivisa la valutazione espressa dal primo giudice, ritenendosi che nel contratto di mutuo, l’utilizzo del piano di ammortamento alla francese non comporti l’automatica applicazione di interessi anatocistici ed un conseguente occultamento dei costi, giacché la quota di interessi di ogni rata è calcolata solo sul debito residuo in linea capitale (capitale originario meno l’importo pagato con la/e rata/e precedente/i) onde non è dato ravvisare una capitalizzazione composta degli interessi. Ciò, del resto, è conforme a quanto reiteratamente espresso da questa Corte in subiecta materia (si veda, solo tra le ultime, le sentenze nn. 849/22, 3807/21, 2205/21, 1918/21), orientamento cui si ritiene di dare piena, condivisa e conforme continuità”.

Infine, la Corte ha evidenziato che la mancata ammissione in primo grado della CTU risultava del tutto coerente con la ricostruzione in diritto espressa dal Tribunale, stante l’insussistenza in radice dei lamentati profili di illegittimità delle clausole apposte al contratto di mutuo.

Corte d’App. Milano, Ord., 4 maggio 2022

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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