È davvero giusto impedire a un avvocato di lasciare l’albo, anche se gravemente malato, solo perché pende un procedimento disciplinare?
Con una recente sentenza, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle disposizioni della legge forense che vietavano in modo assoluto la cancellazione dall’albo degli avvocati in presenza di procedimenti disciplinari, anche su richiesta volontaria del professionista.
Una pronuncia che nasce da un caso concreto: un avvocato affetto da gravi patologie aveva chiesto la cancellazione dall’albo per motivi di salute, ma l’Ordine aveva negato la possibilità, proprio per la pendenza del procedimento disciplinare.
Una decisione che solleva interrogativi rilevanti sul rapporto tra norme deontologiche, dignità personale e tutela dei diritti.
Come cambia l’autonomia dell’avvocato alla luce di questa pronuncia? Ce ne parla Simone Mascelloni, Senior Associate di La Scala, su Blast.