La professione forense italiana ha conosciuto una significativa evoluzione negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda le modalità organizzative con cui gli avvocati possono esercitare la loro attività. Tra i primi a credere nella forma societaria per l’esercizio della professione legale in Italia noi di La Scala, una scelta che ha segnato una svolta non solo organizzativa, ma soprattutto culturale.
«L’adozione del modello societario comporta una serie di implicazioni, per lo più vantaggiose a mio avviso», afferma Christian Faggella, Managing Partner dello Studio. «Innanzitutto, quello societario è l’archetipo ideale per la conduzione di un’attività di impresa, quale è – pur con le sue specificità – quella legale. È una forma che si sposa perfettamente con la natura aziendale dello studio, che deve essere organizzato a tutti gli effetti come un’impresa.»
Christian sottolinea come questo modello richieda maggiore attenzione alla governance, alla sostenibilità economica e alla compliance, ma allo stesso tempo consenta di lavorare con maggiore visione strategica e trasparenza. «Ciò che per qualcuno può sembrare un onere in più, per noi si è tradotto in un vero vantaggio competitivo. La struttura societaria non limita, anzi, abilita: ci ha permesso di crescere, posizionarci meglio sul mercato e partecipare a contesti sempre più sfidanti.»
Se vuoi scoprire l’intervista completa clicca in basso e leggi l’articolo su Affari Legali a cura di Antonio Ranalli.