29.06.2022 Icon

Misure protettive: tutti i creditori partecipano al contraddittorio

Nel procedimento per la conferma o la revoca delle misure protettive, il concetto di “parte” utilizzato dal legislatore non può che essere desunto dall’art. 101 c.p.c. e pertanto, al fine di garantire la prosecuzione e buona riuscita delle trattative, paralizzando le iniziative dei creditori “antagonisti”, il ricorrente non può non instaurare il contraddittorio nei confronti di questi ultimi.

Torniamo oggi ad occuparci delle misure protettive, introdotte dal D.L. 118/21 nell’ambito della composizione negoziata della crisi d’impresa, grazie a una recente ordinanza del Tribunale di Pescara.

In particolare, il provvedimento si sofferma a indagare quale sia il concetto di parte utilizzato dal legislatore con riferimento al procedimento per la conferma o revoca delle misure protettive e cioè chi debba necessariamente partecipare a detto procedimento.

Nel caso oggi in esame, la società ricorrente chiedeva la conferma delle misure protettive del patrimonio, richieste nei confronti di tutti i creditori, per il periodo di centoventi giorni.

Le misure riguardavano, infatti, non solo gli istituti di credito finanziatori, ma anche numerosi fornitori, condomini e promissari acquirenti di preliminari sottoscritti dalla società. Tali creditori, nelle loro comparse di costituzione, non avevano contestato le conclusioni della società ricorrente e avevano, pertanto, manifestato la loro volontà di partecipare alle trattative per la composizione negoziata della crisi, confermando implicitamente di poter essere destinatari delle misure protettive del patrimonio. 

Il Tribunale evidenzia come non sia necessario che i creditori destinatari delle misure abbiano già avviato azioni esecutive, ma come occorra fare riferimento a tutti quei creditori che, per tipologia o ammontare del credito, appaiano funzionali per la società e al contempo possano assumere iniziative per il recupero del credito a danno della stessa.

Pertanto, quanto agli istituti di credito, trattandosi di creditori funzionali e in grado di incidere sulla fattibilità della composizione della crisi iniziando azioni esecutive, il Tribunale ha confermato l’applicazione delle misure cautelari. 

Ugualmente, il Tribunale ha confermato le misure cautelari anche per gli altri creditori. Ciò in quanto, esistendo un cospicuo patrimonio immobiliare libero da iscrizioni in capo alla debitrice, vi è il pericolo che vengano avviate azioni volte all’ottenimento di titoli prodromici a iscrizioni ipotecarie, che comprometterebbero irrimediabilmente l’esito delle trattative.

Pertanto, secondo il Tribunale di Pescara, nel procedimento per la revoca o la conferma delle misure protettive nell’ambito della composizione negoziata, occorre instaurare il contraddittorio con tutti i creditori che potrebbero mettere a rischio la prosecuzione delle trattative.

Trib. Pescara, 5 maggio 2022

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

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