21.09.2022 Icon

Mediazione: l’improcedibilità va eccepita entro la prima udienza

Affinché possa essere vagliata la questione dell’improcedibilità della domanda, la relativa eccezione deve essere dedotta o rilevata d’ufficio necessariamente entro la prima udienza.

Questo è quanto stabilisce la normativa disciplinante la materia, come confermato dalla giurisprudenza pressoché unanime, tra la quale figura la Corte d’Appello di Catanzaro oggi segnalata.

In primo grado il Tribunale, accogliendo la domanda di parte attrice, dichiarava risolto il contratto di comodato oggetto di causa.

Il convenuto proponeva appello e, quale primo motivo di impugnazione, sosteneva la violazione del D. Lgs. n. 28/2010, assumendo che “parte ricorrente non ha ossequiato l’obbligo della mediazione per come statuito dal D.Lgs. n. 28/2010, come aggiornato con D.L. n. 69/2013. La norma richiamata prevede all’art. 5, co. 1-bis l’obbligo della mediazione obbligatoria per le cause in materia di diritti reali, condominio, locazioni e comodato per cui si sarebbe dovuto statuire l’improcedibilità del giudizio per mancata eseguita mediazione”. Per tale ragione, l’appellante chiedeva alla Corte adita di dichiarare in via preliminare l’improcedibilità della domanda.

I Giudici di secondo grado, tuttavia, hanno ritenuto tale eccezione infondata, rigettandola.

In primo luogo, la Corte d’Appello ha rammentato che ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, D. Lgs. n. 28/2010, “Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, è tenuto, assistito dall’avvocato, preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto ovvero i procedimenti previsti dal decreto legislativo 8 ottobre 2007, n. 179, e dai rispettivi regolamenti di attuazione ovvero il procedimento istituito in attuazione dell’articolo 128 – bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per le materie ivi regolate”. 

Dunque, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità, però, deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. “Ed infatti, per come statuito dalla giurisprudenza di legittimità della Corte Suprema di Cassazione, “l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza del giudizio di primo grado. In tal senso è l’orientamento di questa Corte (Cass. 13 novembre 2018, n. 29017; 13 aprile 2017, n. 9557; 2 febbraio 2017, n. 2703). In mancanza della tempestiva eccezione del convenuto, ove il giudice di primo grado non abbia provveduto al relativo rilievo d’ufficio, e` pertanto precluso al giudice di appello rilevare l’improcedibilità della domanda” (cfr., ex plurimis, Cass. Sez. III, n. 32797 del 30/10/2019).

Nel caso di specie, considerato che in occasione della prima udienza del giudizio di primo grado, né la parte interessata aveva sollevato l’eccezione, né il Giudice l’aveva rilevata d’ufficio, la Corte ha evidenziato come le fosse precluso pronunciarsi sull’improcedibilità della domanda.

Autore Simona Daminelli

Partner

Milano

s.daminelli@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Mediazione bancaria ?

Contattaci subito