24.06.2022 Icon

L’ultrattività del mandato difensivo in caso di cancellazione della società dal registro delle imprese

La riforma del diritto societario ha operato in maniera capillare sulla disciplina delle società di capitali e, in tale ambito, sulla cancellazione delle società dal registro delle imprese.


Il tema, come vedremo, assume notevoli risvolti pratici, sia sostanziali che processuali, e ha portato gli interpreti a criticare la nuova formulazione dell’art. 2495 c.c., ritenuta foriera di possibili disparità di trattamento tra sopravvenienze attive e passive.
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con le note sentenze gemelle del 2013 (nn. 6070, 6071 e 6072), sono intervenute cercando di porre fine alle incertezze riscontrate fino a quel momento e risolvere il problema delle sopravvenienze attive e dei residui non liquidati in sede di cancellazione della società.
Precisamente, qualora al momento dell’estinzione della società conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese vi siano ancora rapporti giuridici facenti capo alla società estinta, si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: (i) l’obbligazione della società non si estingue, ma si trasferisce ai soci (a beneficio dei creditori sociali), i quali ne rispondono illimitatamente ovvero nei limiti di quanto riscosso dalla liquidazione, a seconda della forma giuridica dell’impresa; (ii) si trasferiscono ai soci i diritti ed i beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta, ma non anche le mere pretese, ancorché azionate o azionabili in giudizio, né i diritti di credito ancora incerti o illiquidi la cui inclusione in detto bilancio avrebbe richiesto una attività ulteriore (giudiziale o stragiudiziale) il cui mancato espletamento da parte del liquidatore consente di ritenere che la società vi abbia rinunciato.

Notevoli sono i risvolti anche dal punto di vista processuale, in quanto la cancellazione volontaria di una società, di persone o di capitali, dal registro delle imprese impedisce che essa possa agire o essere convenuta in giudizio. Inoltre, se l’estinzione della società si verifica in pendenza di una lite, si determina un evento interruttivo del processo, regolato dagli artt. 299 e ss. c.p.c., con facoltà di prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci ai sensi dell’art. 110 c.p.c.
Cosa accade al mandato conferito al difensore, soprattutto in caso di mancata dichiarazione dell’evento estintivo?
È proprio sul tema della c.d. ultrattività del mandato di difesa che la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19272 del 15 giugno 2022, è stata chiamata a pronunciarsi.
Nel caso oggi affrontato la Suprema Corte ha rigettato il ricorso per cassazione promosso dalla società Alfa in ragione del fatto che la procura speciale rilasciata al difensore da parte della società, cancellata dal registro delle imprese e quindi ormai definitivamente estinta, era priva di validità, in quanto il legale rappresentante non era legittimato a conferire alcun mandato, essendo venuto meno il potere di rappresentanza degli organi della liquidazione.
Il procuratore della parte, quindi, ove munito di procura valida per gli ulteriori gradi del processo, è senz’altro legittimato a proporre impugnazione in rappresentanza della parte estinta, e ciò per esigenze di stabilità del processo. Questo però non vale in caso di ricorso per cassazione, che ai sensi dell’art. 365 c.p.c. richiede, oltre al patrocinio di un avvocato iscritto all’apposito albo, anche il rilascio di apposita procura speciale.
Pertanto, afferma la Cassazione, “nell’ipotesi di proposizione di ricorso per cassazione da parte dell’ex rappresentante della società cancellata dal registro delle imprese, la sua inammissibilità – derivante dalla non operatività di alcun mandato per la peculiarità del giudizio di legittimità e comunque per la necessità che quello sia conferito da un soggetto esistente e capace di stare in giudizio – comporta che sia condannato alle spese in proprio il soggetto che, spendendo la giuridicamente impossibile qualità di legale rappresentante del soggetto non più esistente, ha conferito il mandato, ove l’avvocato si sia limitato ad autenticare la relativa sottoscrizione”.

Cass. civ., Sez. II, Ord. 15 giugno 2022, n. 19272

Pasquale Parisi – p.parisi@lascalaw.com

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