10.06.2022 Icon

Leasing finanziario: non si applica il TAEG/ISC

Il Tribunale di Cosenza ha emesso un interessante provvedimento in materia di trasparenza negoziale nell’ambito dei contratti di leasing finanziario.

In modo chiaro, ed anzi cristallino, il Giudice affronta il tema dell’indicazione del TAEG/ISC nei contratti di leasing finanziario giungendo ad affermare che la normativa di settore impone la sola indicazione del TAN (c.d. Tasso leasing) mentre il TAEG/ISC trova applicazione solo per i contratti di leasing sottoscritti dai consumatori.

La motivazione del Tribunale merita un approfondimento poiché chiarisce la cornice sostanziale della questione ed offre un utile recap per affrontarla al meglio in sede contenziosa.

Il Giudice parte dal presupposto, quantomeno oggettivo, che sul punto si vedono contrapposte due tesi giurisprudenziali: i) la prima che afferma la necessità di indicare il TAEG/ISC in tutti i contratti di leasingfinanziario, ii) la seconda che, invece, circoscrive l’obbligatorietà dell’indicazione del TAEG/ISC ai soli contratti di leasing sottoscritti da soggetti consumatori.

Fatta tale premessa, il Giudice rileva che nella nostra giurisprudenza si registra una netta prevalenza della seconda tesi sulla prima: “si apprezza invero una netta prevalenza del secondo rispetto al primo, e, altresì, la spiccata condivisibilità – a parere dell’odierno giudice – delle ragioni propugnate dai Tribunali che negano la possibilità di estensione dell’obbligo di indicazione dell’ISC/TAEG al leasing, fondando tale convinzione proprio sui principi fissati dal Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR)”.

Il Tribunale di Cosenza, aderendo alla seconda tesi, sottolinea che tale orientamento fonda la propria ratio sul fatto che, a differenza delle altre forme di finanziamento, nel leasing finanziario l’utilizzatore riceve in godimento un bene contro il pagamento di un canone mensile e non una somma di denaro come avviene, invece, nei contratti più tipici del credito bancario[1].

Così chiarita la differenza strutturale che intercorre tra il leasing finanziario ed i contratti bancari, la sentenza in commento afferma che tale discrimine non può che giustificare la regola generale secondo cui il TAEG/ISC non deve essere applicato al leasing finanziario: “La conseguenza di tale difformità strutturale è nondimeno l’inapplicabilità al leasing finanziario delle norme del T.U.B. che impongono quell’indicazione, se non nella limitata ed eccezionale ipotesi regolata dall’art. 125 bis, ovvero allorquando la locazione finanziaria sia conclusa con un consumatore, poiché in questo caso, in applicazione dell’univoco indirizzo ermeneutico della giurisprudenza di legittimità, è quest’ultima evenienza a caratterizzare e dare l’impronta al contratto, prevalendo su ogni altro aspetto negoziale, in termini di tutela ampliata al maggior limite possibile del contraente debole per antonomasia”.

Proseguendo in tale direzione, il Giudice radica la motivazione della sentenza sulla circostanza (incontrovertibile e dirimente) che il leasing finanziario è assoggettato alle disposizioni della delibera CICR 4.03.2003 che prevede la sola indicazione del tasso interno di attualizzazione (TAN) senza fare alcun riferimento al TAEG/ISC: “la giurisprudenza di merito prevalente e contraria alla tesi attorea argomenta la propria convinzione dallo scrutinio dell’art. 9, comma 2, della Delibera CICR 04.03.2003, a mente del quale “la Banca d’Italia individua le operazioni e i servizi per i quali, in ragione delle caratteristiche tecniche, gli intermediari sono obbligati a rendere noto un “Indicatore Sintetico di Costo (ISC) comprensivo degli interessi e degli oneri che concorrono a determinare il costo effettivo dell’operazione per il cliente, secondo la formula stabilita dalla Banca d’Italia medesima”, e, quindi, dalla citata Circolare n. 229 del 21 aprile 1999 – 9° Aggiornamento del 25 luglio 2003 proprio di quest’ultima, contenente le Istruzioni di Vigilanza per le Banche, secondo cui, per le operazioni di leasing finanziario, è necessaria e sufficiente l’indicazione del tasso interno di attualizzazione, per il quale si verifica l’uguaglianza fra costo di acquisto del bene locato (al netto di imposte) e valore attuale dei canoni e del prezzo dell’opzione di acquisto finale (sempre al netto di imposte) contrattualmente previsti”.

Per tali motivi, richiamando i noti precedenti giurisprudenziali, tra cui la recente Cass. Civ. n. 12889 del 13.05.2021 (secondo cui, nei contratti di leasing, l’unico elemento da indicare in contratto è proprio il tasso leasing: “Alla mancanza di determinazione e di determinabilità del tasso leasing deve essere equiparata l’ipotesi in cui il tasso sia indicato in contratto ma esso comporti un ammontare del costo dell’operazione variabile in funzione dei patti che regolano le modalità di pagamento così da doversi ritenere che il tasso sia rimasto sostanzialmente inespresso e indeterminato oltre che non corrispondente a quello in relazione al quale si è formata la volontà delle parti”) il Giudice accoglie in pieno la difesa della società di leasing ed esclude in apice la possibilità di applicare il TAEG/ISC al leasing finanziario.

In conclusione, dunque, la sentenza conferma il costante orientamento giurisprudenziale che afferma l’inapplicabilità del TAEG/ISC al contratto di leasing finanziario, salvo il caso in cui il contratto venga perfezionato da un consumatore.

Trib. Cosenza, 2 maggio 2022

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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[1] “Ritiene infatti questa corrente di pensiero di escludere la riconducibilità del leasing finanziario alle fattispecie del mutuo, dell’anticipazione bancaria e dell’apertura di conto corrente, e, più in generale, alle altre tipologie di finanziamento bancario, per diversità ontologica della concessione del godimento di un bene contro il corrispettivo di un canone, rispetto alla erogazione tout court di una somma da parte della Banca, quand’anche finalizzata ad un determinato scopo, come nel mutuo fondiario. In altri e più chiari termini, allorquando non ci si trovi in presenza di un rapporto che prevede la sola erogazione da parte della Banca, contro l’obbligo restitutorio del cliente, l’indicazione dell’ISC/TAEG, ossia, in sostanza, del costo complessivo dell’operazione, travalicherebbe la funzione sua propria, risultando ultronea rispetto a quella del semplice T.A.N.”.