22.07.2022 Icon

La titolarità passiva delle società cessionarie e le eccezioni del debitore ceduto

Con la recente ordinanza n. 13735 del 2 maggio 2022, la Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi sulla qualificazione giuridica delle operazioni di cartolarizzazione dei crediti.

Ed in particolare, sul tema della titolarità passiva in capo alla società cessionaria dei crediti cartolarizzati, ha affermato che non è consentito al debitore ceduto proporre, nei confronti della cessionaria, eccezioni di compensazione o domande giudiziali fondate su crediti vantati verso il cedente, nascenti dal rapporto intercorso con quest’ultimo.

Nel caso di specie la Corte d’Appello di Roma, riformando integralmente la sentenza emessa dal Tribunale di Roma a definizione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, aveva condannato la società veicolo, quale procuratrice della cessionaria, a pagare un determinato importo in favore della società opponente che, unitamente ai propri fideiussori, aveva avanzato domanda di compensazione del credito ingiunto.

Stante l’intervenuta condanna, la cessionaria proponeva ricorso per Cassazione lamentando, tra i vari motivi, la violazione e/o falsa applicazione ex art. 360, c.p.c. n. 3 dell’art. 58 D.Lgs 385/1994 (TUB) e Artt. 1 e 4 legge 130/99 sulla cartolarizzazione del credito.

Il fondo della censura prospettata concerne la questione se la cessione in blocco dei crediti comporti una successione a titolo particolare in capo al cessionario di tutti i rapporti facenti capo al cedente, con l’eventuale possibilità da parte del debitore ceduto di far valere tutte le eccezioni relative al rapporto sottostante.

La sentenza impugnata, a parere dei giudici di legittimità, accede erroneamente alla tesi che l’istituto sia successore a titolo particolare dei crediti vantati dalla società cedente. 

La Corte di Cassazione  richiama infatti il precedente giurisprudenziale in forza del quale : “ i crediti oggetto di cartolarizzazione eseguite ai sensi della L. 130 del 1999 costituiscono un patrimonio separato da quello della società di cartolarizzazione, destinato in via esclusiva al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi  per finanziare l’acquisto dei crediti e il pagamento dei costi dell’operazione sicchè non è consentito al debitore ceduto  proporre nei confronti del cessionario eccezioni di compensazione o domande giudiziali fondate su crediti vantati verso il cedente e nascenti da rapporto con quest’ultimo intercorso” (Cass. sent. n. 21843/2019). 

La Legge n. 130/1999 ha dato vita ad una disciplina generale ed organica in materia di operazioni di cartolarizzazione dei crediti la cui realizzazione si palesa attraverso società veicolo. Esse provvedono all’emissione di titoli destinati alla circolazione per finanziare l’acquisto dei crediti del cedente c.d. originator e successivamente al recupero dei crediti acquistati.

Dunque, ai sensi dell’art. 3, comma 2 della richiamata Legge i crediti che formano oggetto di operazioni di cartolarizzazioni costituiscono veri e propri patrimoni separati rispetto a quello della società veicolo, destinati a finanziare l’acquisto dei crediti e il pagamento del costo dell’operazione.

Da ciò consegue che al debitore ceduto sono precluse le eccezioni di compensazione o le domande giudiziali verso il cessionario fondate su crediti nascenti da vicende relative al rapporto con esso intercorso.

Autore Carlotta Gioli

Associate

Milano

c.gioli@lascalaw.com

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