29.06.2022 Icon

La mediazione deve essere effettiva e tempestiva

E’ improcedibile la causa, qualora la domanda di mediazione venga proposta pochi giorni prima rispetto all’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, senza che a quella data si sia svolto effettivamente il procedimento di conciliazione.

Nell’ambito di un giudizio promosso da un garante per far accertare la nullità della fideiussione prestata, perché asseritamente lesiva della normativa antitrust, il Giudice in occasione della prima udienza – rilevato il mancato previo esperimento del procedimento di mediazione obbligatorio – onerava la parte che vi avesse interesse dell’introduzione del procedimento medesimo, assegnando un termine e rinviando la causa ad altra udienza. 

Successivamente nessuna delle parti dimostrava di aver avviato la mediazione e il giudizio veniva differito per precisazione delle conclusioni sulla sola questione della sua procedibilità.

Con sentenza è stata, quindi, dichiarata l’improcedibilità della causa.
Infatti, il Giudice ha, prima di tutto, rammentato che l’art. 5 comma 1 bis del D. Lgs. 28/2010 prevede che “chi intenda esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia (tra le altre) di contratti bancari sia tenuto preliminarmente a promuovere il procedimento di mediazione ai sensi e che l’esperimento del procedimento di mediazione sia condizione di procedibilità della domanda giudiziale”.
Nel caso di specie il G.U. aveva assegnato termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione, ma nessuna delle parti aveva fornito la prova di avere ottemperato a tale incombente e, sebbene l’attrice avesse dichiarato di averlo fatto, non aveva neppure documentato l’esito del procedimento di conciliazione. Soltanto in occasione dell’udienza di precisazione delle conclusioni, parte attrice produceva copia dell’istanza di mediazione, depositata però ben oltre il termine di quindici giorni assegnato dal Giudice ed in prossimità della seconda udienza.
Al riguardo, il Tribunale romano ha affermato: “In conformità all’orientamento della Corte di legittimità, ritiene il Collegio che il termine assegnato alla parte che vi abbia interesse per l’introduzione del procedimento di mediazione non abbia natura perentoria e che ciò che rilevi ai fini della sussistenza della condizione di procedibilità, sia “l’utile esperimento, entro l’udienza di rinvio fissata dal giudice, della procedura di mediazione – da intendersi quale primo incontro delle parti innanzi al mediatore e conclusosi senza l’accordo” (cfr., da ultimo, Cass. Sez. II, sentenza del 14 dicembre 2021 n. 40035).

Nel caso di specie, alla luce del principio enunciato, deve ritenersi che il mero deposito da parte dell’attrice dell’istanza di mediazione all’ organismo individuato, pochi giorni prima dell’udienza fissata dal Giudice per l’eventuale prosieguo del giudizio, in difetto dell’effettivo svolgimento a quella data del procedimento, non consenta di ritenere sussistente la condizione di procedibilità”.
Il giudizio, pertanto, è stato dichiarato improcedibile con riferimento alle domande attoree.

Trib. Roma, 9 marzo 2022, n. 3699

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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