09.10.2013 Icon

La concessione dei termini per il deposito del piano concordatario

Trib. Terni, 16 settembre 2013 (leggi la sentenza per esteso

Il Tribunale Terni  con decreto del 16 settembre 2013 si è pronunciato con riguardo alla possibilità di prorogare il termine già concesso ex art. 161, VI comma, l.f.

Nel caso di specie, un’impresa individuale, che aveva chiesto l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva, aveva ottenuto termine ex art. 161, comma 6, L.F. per il deposito della domanda di omologa dell’accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis L.F. Con una successiva istanza l’impresa, rappresentando il breve tempo avuto a disposizione dall’attestatore e la necessità di completare la bozza di accordo di ristrutturazione dei debiti con transazione fiscale, allegata all’istanza, chiedeva una proroga di giorni 60 e, contestualmente, l’autorizzazione a contrarre un finanziamento.

Il Tribunale, tenendo conto di aver originariamente concesso un termine inferiore al massimo consentito, concedeva la proroga nella misura massima di giorni 60, contestualmente rigettando la richiesta di autorizzazione a contrarre un finanziamento, per insussistenza dei requisiti richiesti dall’art. 182 quinquies, co. 1, l.fall..

Prima della scadenza del termine così prorogato, l’impresa chiedeva l’assegnazione “di un ulteriore ultimo termine, non inferiore a giorni 60,  per completare la predisposizione del piano concordatario”.

Il Tribunale di Terni, nel provvedimento che si segnala ai Lettori, ha tuttavia dichiarato improcedibile il ricorso per concordato preventivo con riserva in quanto, sebbene il termine complessivamente assegnato all’impresa fosse inferiore alla misura massima consentita dall’art. 161 co. 6 L. Fall. (di 120 giorni, prorogabili di non oltre sessanta giorni), il potere di proroga era già stato esercitato nella sua misura massima (di 60 giorni), con conseguente impossibilità di ulteriore proroga.

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com