12.07.2022 Icon

Infortunio dello studente durante il cambio dell’ora: che responsabilità ha l’istituto scolastico?

Al termine della lezione di educazione fisica un ragazzo di un istituto di istruzione secondaria romano ha riportato delle lesioni alla tibia e, ritenendo responsabile la scuola, ha agito nei confronti del Ministero dell’Istruzione per ottenere il risarcimento del danno, facendo valere la responsabilità ex art. 1218 del codice civile.
Secondo la prospettazione dello studente, che era esonerato dal prendere parte all’attività, l’insegnante, proprio durante il cambio dell’ora, aveva omesso di prestare vigilanza alla classe, trovandosi in quel momento all’esterno della palestra in compagnia dei colleghi.
In primo grado il Tribunale ha riconosciuto le ragioni dell’alunno, condannando l’amministrazione scolastica al risarcimento del danno, in considerazione del fatto che la scuola deve sempre vigilare sulla sicurezza e incolumità degli studenti.
La pronuncia viene ribaltata dalla Corte d’Appello che, al contrario, ha escluso che la condotta dell’Istituto scolastico e dell’insegnante avessero avuto qualche rilievo nella determinazione dell’infortunio – avvenuto, tra le altre cose, durante il cambio d’ora – attribuendo l’esclusiva responsabilità dell’accaduto allo studente, che avrebbe svolto attività fisica nonostante fosse pienamente consapevole della propria condizione di inabilità temporanea.
Chiamata a pronunciarsi sull’accertamento della responsabilità dell’istituto, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21255 del 5 luglio 2022, ha ravvisato come la Corte d’Appello abbia erroneamente applicato le regole di riparto dell’onere della prova in materia contrattuale, senza attribuire il giusto rilievo alla circostanza se l’insegnante fosse presente o meno nella palestra.
Sul punto la Suprema Corte, richiamando i consolidati orientamenti in materia, ha ricordato che “la responsabilità della scuola per le lesioni riportate da un alunno minore all’interno dell’istituto, in conseguenza della condotta colposa del personale scolastico, ricorre anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto al di fuori dell’orario delle lezioni, in quanto il dovere di organizzare la vigilanza degli alunni mediante l’adozione, da parte del personale addetto al controllo degli studenti, delle opportune cautele preventive, sussiste sin dal loro ingresso nella scuola e per tutto il tempo in cui gli stessi si trovino legittimamente nell’ambito dei locali scolastici”.
Per tali ragioni la Cassazione, accogliendo il ricorso, ha rinviato al giudice di merito per stabilire “la rilevanza della circostanza della presenza o meno dell’insegnante in palestra o comunque di un rappresentante della struttura scolastica in grado di far rispettare all’alunno il divieto che gli era stato imposto”.


Cass., Sez. VI, 5 luglio 2022, n. 21255

Pasquale Parisi – p.parisi@lascalaw.com

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