28.06.2022 Icon

Il piano di ammortamento e l’ISC non sono presupposti di validità del mutuo

Il Tribunale di Treviso, uniformandosi all’orientamento giurisprudenziale predominante, ha ritenuto infondate le doglianze sollevate da un mutuatario, relative alla mancata allegazione del piano di ammortamento al contratto, nonché alla mancata indicazione nel finanziamento dell’Indicatore Sintetico di Costo.

Con riferimento al primo aspetto, il Giudice ha richiamato quanto affermato dalla Corte di Cassazione, secondo la quale: “la predisposizione di un piano di ammortamento – che, ove fosse stata realmente omessa, potrebbe al piùvalere come un inadempimento di un obbligo accessorio della banca, di cui occorrerebbe valutare nel merito la gravità – certamente non rappresenta un requisito di validità del titolo esecutivo. Né può dirsi che la redazione di un simile atto sia indispensabile per ritenere i requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità delle somme mutuate. In particolare, venendo qui in rilievo solamente il profilo della liquidità, non vi è dubbio che l’ammontare del debito dipende dal totale delle erogazioni parziali e dall’applicazione del tasso di interesse pattuito a decorrere da ciascuna erogazione. Mentre resta irrilevante l’eventuale difficoltà del calcolo necessario per pervenire al risultato finale, la perizia richiesta per la sua esecuzione’ (Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 8028 del 30/03/2018, Rv. 647904 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 25205 del 27/11/2014, Rv. 633489 – 01) (cfr. Cass. civ. 12922/2020 e Trib. Palermo sez. V, 01/02/2022, n.449 in dejure.it).

Quanto all’ISC, analogamente, il Tribunale ha ritenuto che la sua omessa specificazione non infici la validità del contratto di mutuo. Infatti, tale indicatore ha una funzione di carattere prettamente informativo e non rappresenta un requisito tassativo   del regolamento negoziale, dal momento che “la sua mancanza non determina una maggiore onerosità del finanziamento, ma solo l’erronea rappresentazione del suo costo globale, pur sempre determinabile dalla sommatoria degli oneri e delle singole voci di costo elencati nel contratto”. (v. Cass. 39169/2021; e nello stessosenso, Trib. Catania sez. IV, 28/02/2018, n.957, in dejure.it).

Peraltro il Giudice ha evidenziato come nel caso di specie il contratto recasse in modo chiaro e preciso l’indicazionedelle condizioni economiche applicate al finanziamento e, in particolare, l’importo finanziato, il tasso corrispettivo, ladurata del finanziamento, la periodicità delle rate.

Per tali motivi, il Tribunale ha quindi integralmente rigettato le domande di parte attrice.

Tribunale di Treviso, 15 giugno 2022

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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