01.06.2022 Icon

I doveri di controllo della Banca sull’operato del cointestatario del conto corrente

Con la decisione in esame, il Collegio di Bologna si è pronunciato su una controversia avente ad oggetto l’ampiezza dei poteri del cointestatario di un conto corrente e l’esistenza o meno, in capo alla Banca, di un obbligo di controllo sulle operazioni disposte da un cointestatario a tutela dell’altro.

Più dettagliatamente, la reclamante riferiva di essere titolare presso l’intermediario resistente di un conto corrente cointestato con il marito e che il marito aveva effettuato, tra maggio e ottobre 2018, cinque bonifici con destinazione Costa d’Avorio con causali (quali “donazione” o “aiuto familiare”) che avrebbero dovuto destare l’attenzione della Banca. In particolare, la reclamante lamentava che i bonifici effettuati erano risultati frutto di una truffa subita dal marito cointestatario, successivamente dallo stesso denunciata presso la Procura della Repubblica.

A fronte della contestazione di asserita negligenza della Banca nel consentire al cointestatario di disporre bonifici definiti “anomali” e “non giustificati”, senza avvertire l’altro cointestatario, la ricorrente chiedeva la restituzione dell’importo di cinque bonifici, pari ad euro 45.800,00, imputando all’intermediario resistente la violazione dei principi di diligenza, correttezza e buona fede nella gestione del rapporto di conto corrente.

Si costitutiva nel procedimento l’intermediario resistente, chiedendo il rigetto dell’avversa domanda, ed eccependo la correttezza del proprio comportamento; in particolare, l’intermediario sottolineava che le operazioni contestate erano state disposte da un soggetto cointestatario del conto con firma disgiunta, nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt. 1852 e 1856 c.c., ed evidenziava che la ricorrente, in qualità di cointestataria, era in possesso di tutti gli strumenti necessari al controllo della situazione del conto corrente e che la stessa non aveva agito diligentemente in quanto aveva contestato le operazioni con molto ritardo rispetto al momento della loro esecuzione.

Con la decisione in commento, il Collegio di Bologna non ha accolto il ricorso.

Invero, il Collegio, nel respingere il ricorso, ha chiarito che, in caso di rapporto bancario cointestato a firma disgiunta il potere del cointestatario di disporre ordini di pagamento e di chiedere l’estinzione del rapporto di conto corrente non può essere messo in discussione. Anzi, l’ipotetico rifiuto dell’intermediario di eseguire operazioni siffatte, con la pretesa di esercitare un controllo ab externo sulla gestione del conto da parte dei cointestatari, avrebbe integrato gli estremi dell’inadempimento. 

Collegio di Bologna, 14 dicembre 2020, n. 2244

Veronica Polei – v.polei@lascalaw.com

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