10.08.2022 Icon

È improcedibile la domanda, se la mediazione è proposta avanti ad un organismo incompetente

Deve essere dichiarata l’improcedibilità delle domande avanzate, qualora la mediazione sia proposta avanti ad un organismo incompetente.

Il giudice torinese, dopo aver fissato l’udienza di precisazione delle conclusioni, disponeva procedersi con la mediazione ex art. 5, comma 2, D.lgs. n. 28/2010, assegnando alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda.

Si rammenta infatti che, ai sensi della citata norma, in qualunque grado del giudizio, anche di appello e fino alla precisazione delle conclusioni o discussione, l’autorità adita, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione ed il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione ed in tal caso lo stesso diviene condizione di procedibilità della domanda. 

Al riguardo, il Giudice ha precisato come il disposto di cui all’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 28/2010 debbaritenersi applicabile a tutte le controversie e non solo a quelle oggetto di mediazione obbligatoria di cui al comma 1, che disciplina una condizione di procedibilità ad hoc. Infatti, “La procedura di mediazione delegata potenzialmente si applica a tutte le controversie relative a diritti disponibili (cfr. Tribunale Milano sez. IX, 14 ottobre 2015 in Ilfamiliarista.it 2015, 17 dicembre; Tribunale Milano ord. 29 ottobre 2013) e pendenti (Tribunale Brescia, 28 novembre 2013)”. 

Tuttavia, nel caso di specie parte attrice presentava la domanda di mediazione presso un organismo incompetente e, in proposito, l’art. 4, comma 1, D.Lgs. n. 28/2018, dispone quanto segue: “La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all’articolo 2 è presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all’organismo territorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito dell’istanza”.

Sul punto, il Giudice ha quindi osservato come, “Secondo il condivisibile orientamento di parte della giurisprudenza, la domanda di mediazione presentata unilateralmente dinanzi ad un organismo che non ha competenza territoriale non produce alcun effetto (cfr. in tal senso: cfr. Tribunale di Foggia 19 luglio 2021 n. 1831). Tale competenza territoriale, infatti, è derogabile solo su accordo delle parti, che possono rivolgersi, con domanda congiunta, ad altro Organismo (cfr. Tribunale di Foggia 19 luglio 2021 n. 1831; Tribunale Ragusa, n. 496/2020; Tribunale Napoli, 14 marzo 2016; Tribunale Mantova, sez. II, n. 1049/2015; Tribunale Milano, 26 febbraio 2016; Tribunale Milano, sez. IX, 29/10/2013; Cass. civile n. 17480/2015). Nel caso di specie, in mancanza di un espresso accordo delle parti, la domanda di mediazione avrebbe dovuto essere presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo di Torino, quale luogo del giudice territorialmente competente per la presente controversia. Pertanto, non essendo stata presentata la domanda di mediazione presso un organismo di Torino entro il predetto termine di quindici, ai sensi dell’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 28/2010 e neppure successivamente, ne consegue l’improcedibilità delle domande proposte dalla parte attrice”.

Pertanto, il Tribunale ha dichiarato improcedibili le domande attoree.

Autore Simona Daminelli

Partner

Milano

s.daminelli@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Mediazione bancaria ?

Contattaci subito