09.06.2022 Icon

È ammissibile l’intervento del creditore privo di titolo esecutivo

La vicenda analizzata ha avuto inizio con l’intervento nel processo espropriativo del creditore non munito di titolo esecutivo, ma munito di un diritto di prelazione risultante dai pubblici registri, ovverosia l’ipoteca iscritta contro gli esecutati. 

In particolare, il creditore interveniva in forza di un contratto di apertura di credito in relazione del quale gli esecutati avevano prestato garanzia reale sui loro immobili- oggetto dell’esecuzione -.

Una volta predisposto il progetto di distribuzione, il creditore sine titulo, vedeva assegnarsi la somma a soddisfacimento del proprio credito. 

Pertanto, la Banca procedente contestava il riparto, eccependo di fatto la mancanza di titolarità dell’intervenuto senza titolo.

In prima istanza, il Giudice dell’esecuzione dava atto che il contratto di apertura del credito, pur non costituendo un titolo esecutivo, rendeva ammissibile l’intervento nell’esecuzione perché fondato da un diritto di prelazione. 

Giunti dinanzi alla Corte di Cassazione, è stato osservato che il ricorrente, creditore procedente nell’esecuzione, ha confuso quali sono i requisiti formali che ammettono l’intervento senza titolo in una procedura esecutiva, con i presupposti sostanziali che ammettono la partecipazione alla distribuzione del ricavato al termine dell’esecuzione. 

Infatti, il fatto che il creditore privo di titolo possa legittimamente intervenire nell’esecuzione, non lo esonera dall’onorare l’incombente prescritto all’art. 499 c.p.c., ovverosia di verifica del credito. Anzi, il sub-procedimento costituisce il requisito indispensabile per il creditore sine titulo per accedere alla distribuzione del ricavato.

Secondo il Collegio, nel caso in esame, l’intervento del creditore senza titolo era da ritenersi pacificamente ammissibile in quanto il creditore, al momento del pignoramento, aveva un diritto di prelazione risultante da pubblici registri, il quale permette di intervenire nel processo di espropriazione forzata anche se non si è muniti di titolo esecutivo, senza che siano necessari il deposito e la notifica dell’estratto autentico notarile delle scritture contabili, adempimenti che sono invece prescritti per i creditori sine titulo titolari di un credito di somma di denaro risultante dalle scritture contabili ex art. 2214 cod. civ.”.

Cass., Sez. III, 18 maggio 2022 n. 15996

Ornella lombardi – o.lombardi@lascalaw.com

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