16.11.2022 Icon

Quando l’eccezione di improcedibilità è tardiva

L’eccezione di improcedibilità, sollevata per la prima volta con l’atto di appello, è irrimediabilmente tardiva, atteso che l’eccezione di irregolare esperimento della mediazione doveva essere sollevata nel primo atto difensivo utile successivo all’incontro di mediazione, non trattandosi di eccezione rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio (cfr. da ultimo Cassazione civile sez. III, 13/05/2021, n. 12896)”.

Nel caso di specie parte appellante, con il primo motivo di gravame, eccepiva in via pregiudiziale la nullità della sentenza impugnata, per omesso esame della condizione di procedibilità delle domande. Più precisamente, il Giudice di primo grado non avrebbe considerato il mancato esperimento della mediazione obbligatoria ex art. 5 D. Lgs. n. 28 del 2010.

La Corte anconetana ha respinto la doglianza, evidenziando che, nell’ipotesi in cui l’improcedibilità non sia stata eccepita tempestivamente dalla parte e nemmeno tempestivamente rilevata dal magistrato di primo grado, la medesima non può poi essere rilevata né da colui che propone appello, né dai giudici di secondo grado (in tal senso ad esempio Cassazione 30 agosto 2018, n. 21381), “atteso che in grado d’appello l’esperimento della mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda solo quando è disposta discrezionalmente dal giudice, ai sensi menzionato dal D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, comma 2 (cfr. Cass., 10/11/2020, n. 25155)”.

La Corte d’Appello di Ancona, peraltro, ha altresì osservato che il contratto oggetto è causa era un contratto di leasing, che, secondo la tesi giurisprudenziale maggioritaria, non rientra nella categoria dei “contratti finanziari” per cui è previsto l’espletamento della mediazione obbligatoria, ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5. Infatti, “Secondo l’orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità, “La mediazione obbligatoria non può essere applicata ai contratti di leasing in quanto privi di natura finanziaria.” (cfr. Cass. Civ. Ord., 12 giugno 2018, n. 15200)”.

L’eccezione pregiudiziale, pertanto, è stata integralmente rigettata.

Autore Simona Daminelli

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Milano

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