22.02.2023 Icon

Organismo incompetente: quali le conseguenze?

La domanda di mediazione presentata unilateralmente dinanzi ad un organismo che non ha competenza territoriale, non produce effetti e deve essere dichiarata improcedibile.

Così si è pronunciato il Tribunale di Grosseto, nell’ambito di un giudizio in cui la parte convenuta, costituendosi in causa, aveva eccepito in via preliminare l’improcedibilità della domanda, per essere stata preceduta da un tentativo di mediazione esperito presso un organismo incompetente territorialmente.

Il Giudice ha rilevato che “l’introduzione, ad opera dell’art. 84 D.L. 69/ 13 (convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2013 n. 98), della previsione secondo la quale la mediazione va presentata mediante deposito di un’istanza presso un organismo nel luogo del giudice competente per la controversia, pone una corrispondenza tra luogo della mediazione e luogo del giudizio”.
Nel caso di specie parte attrice aveva radicato la mediazione preso la sede secondaria di Napoli dell’organismo di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, “con ciò derogando alla suindicata regola di competenza territoriale, né risultando convenute dalle parti né essendo documentate clausole derogatorie alla competenza territoriale ed avendo anzi la banca convenuta tempestivamente eccepito il difetto di competenza territoriale dell’organismo di mediazione già in 

sede di invito alla mediazione”.

Il Giudice ha escluso di poter ritenere efficacemente svolta la mediazione per il fatto che l’organismo di mediazione adito da parte attrice sia accreditato su tutto il territorio nazionale ovvero che la mediazione sia stata svolta con modalità telematica.
Infatti, il magistrato ha posto l’accento sulla circostanza per cui l’invito alla procedura di mediazione era stato formulato per un incontro presso la sede napoletana dell’organismo prescelto, indipendentemente dal fatto dell’esistenza di sedi presso tutto il territorio nazionale. Inoltre, la possibilità di partecipare al procedimento anche per via telematica è “da ritenersi comunque rimessa alla volontà di chi è chiamato e non strumentalmente utilizzabile da chi introduce il procedimento per derogare al disposto dell’art. 4, trattandosi infatti di mera modalità di svolgimento dell’incontro che non può incidere, vanificandola, sulla regola di competenza”.
In conclusione, il Tribunale di Grosseto ha ritenuto non soddisfatta la condizione di procedibilità, per essere stato introdotto il procedimento di mediazione in un luogo diverso da quello del giudice territorialmente competente per la causa di merito. 

Autore Simona Daminelli

Partner

Milano

s.daminelli@lascalaw.com

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