23.05.2023 Icon

Ricorso in Cassazione: stop ai fascicoli cartacei

Con una recentissima ordinanza, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell’improcedibilità dei ricorsi in Cassazione depositati in modalità cartacea.

La vicenda trae origine da un ricorso avverso un decreto, emesso dal Tribunale di Cagliari, di rigetto della domanda di protezione internazionale presentata dal ricorrente.

I Giudici di legittimità, chiamati a decidere, hanno evidenziato come il ricorso fosse stato depositato in modalità non telematica, in palese violazione dell’art. 369 c.p.c. come novellato dal D. Lgs n. 149 del 2022 art. 35.

La sopra citata norma, in effetti, prevede che negli uffici già informatizzati quali i Tribunali, le Corti d’Appello e la Corte di Cassazione opera, a decorrere dal 1 gennaio 2023, la disciplina riguardante il deposito telematico di tutti gli atti.

La Corte ha chiarito che la disposizione concerne non solo gli atti introduttivi del giudizio ma si estende altresì al “deposito di atti processuali e dei documenti, ivi compresa la nota di iscrizione a ruolo, da parte del pubblico ministero, dei difensori e dei soggetti nominati o delegati dall’autorità giudiziaria. Con le stesse modalità le parti depositano gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. (…) Il deposito dei provvedimenti del giudice e dei verbali di udienza ha luogo con modalità telematiche.”

Inoltre, con la pronuncia in commento, è stato precisato che in poche, residuali ipotesi, è ancora consentito il deposito cartaceo di atti e documenti e, segnatamente, “il capo dell’ufficio autorizza il deposito con modalità non telematiche quando i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti e sussiste una situazione di urgenza, dandone comunicazione attraverso il sito istituzionale dell’ufficio.” In ogni caso “il giudice può ordinare il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti per ragioni specifiche”.

La Cassazione ha ritenuto opportuno ribadire che le eccezioni sopra enunciate hanno carattere puramente residuale e sono legate, come è evidente, unicamente al malfunzionamento temporaneo degli applicativi informatici che consentono i depositi.

Detta precisazione appare utile al fine di evidenziare il carattere di assoluta perentorietà della disciplina dal momento che la ratio della norma è quella di dar continuità alla normativa emergenziale in tema di obbligo di deposito telematico, udienze da remoto e trattazione scritta in scadenza al 31 dicembre 2022 con la nuova disciplina introdotta a seguito della riforma del processo civile.

Con la pronuncia in esame è stata dunque dichiarata l’improcedibilità del ricorso presentato, ribadendo che “a far data dal 1 gennaio 2023, tutti i ricorsi per cassazione debbono essere depositati in modalità telematica sotto pena di improcedibilità, poiché questa è adesso la modalità di legge alla quale allude l’art. 369 c.p.c., salve le eccezioni appositamente specificate”

Autore Maria Beatrice Petralia

Senior Associate

Milano

b.petralia@lascalaw.com

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