07.11.2023 Icon

Assenza del destinatario e mancata qualifica del ricevente: notifica nulla

La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza del 05.10.2023, n. 28093, ha espresso due importanti principi in ordine alla nullità della notifica di atti giudiziali effettuata a mezzo del servizio postale.

Nel caso di specie, a seguito della soccombenza in primo grado, l’attore aveva notificato l’atto di citazione in appello all’avvocato della società convenuta, ritirato dal portiere dello stabile.

Detta notifica era stata dichiarata nulla dalla Corte d’Appello, la quale ne aveva dunque disposto la rinnovazione, a causa della mancata indicazione dell’assenza o del rifiuto a ricevere l’atto da parte delle persone indicate dall’art. 139, comma 2, c.p.c., e del mancato ricevimento della raccomandata informativa da parte del destinatario.

Anche la successiva notifica dell’atto di appello in rinnovazione, tuttavia, era stata dichiarata nulla in quanto l’avviso di ricevimento risultava consegnato al portiere dello stabile, senza però specificarne la qualità.

Avverso la sentenza della Corte d’Appello – che dichiarava inammissibile il gravame – l’attore proponeva ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte, adita sul punto, ha ribadito quanto affermato da un precedente orientamento (Cass., ordinanza n. 24899 del 18.08.2022) secondo il quale la notifica – ai fini della sua validità – può essere ricevuta da un soggetto diverso dal destinatario, ma nel rispetto di quanto disposto dall’art. 139 c.p.c., e dall’art. 7, comma 2, L. n. 890/1982.

Le richiamate norme enunciano un elenco tassativo di soggetti (persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda) che devono essere preferite nella consegna dell’atto. E solo in mancanza di tali persone, il notificante potrà effettuare la consegna a mani di ulteriori soggetti che la legge pone quindi in subordine (nello specifico, il portiere dello stabile o un vicino di casa).

L’aver, dunque, eseguito la notifica a mani del portiere, senza tuttavia specificare l’assenza o in rifiuto di ricevere l’atto da parte di quei soggetti a cui la Legge dà preferenza (persona di famiglia o addetta alla casa), costituisce motivo di nullità della stessa.

La S.C. continua, tuttavia, osservando che la suddetta nullità può essere sanata solo se la successiva raccomandata informativa (che ai sensi dell’art. 139 c.p.c. deve essere inviata al destinatario della notifica se l’atto è stato ricevuto dal portiere o dal vicino) viene effettivamente ricevuta dal soggetto nei cui confronti la notifica è effettuata.

Nel caso di specie, però, il ricorrente non aveva dato prova della consegna della raccomandata informativa al destinatario, non sanando dunque la superiore nullità.

Conseguentemente la prima notifica dell’atto di appello è stata ritenuta nulla.

La Cassazione, infine, ha confermato la nullità anche della citazione in rinnovazione dell’atto di appello in quanto l’avviso di ricevimento conteneva la firma del portiere dello stabile, senza tuttavia indicarne la qualità.

Ribadendo anche in questo secondo caso un orientamento consolidato, la S.C. ha osservato che «è nulla la notifica dell’atto d’appello a mezzo del servizio postale ove nella relazione di notificazione sia indicato solo il nome del consegnatario ma non il suo rapporto con il destinatario, a meno che l’appellante non deduca e dimostri la sussistenza, tra consegnatario e destinatario, di uno dei rapporti richiesti dalla legge per la validità della notificazione (cfr. Cass. nn. 4400/08, 4942/94, 304/73 e 2475/72)».

Per questi motivi, la Cassazione ha confermato quanto statuito dalla Corte d’Appello, rigettando dunque il ricorso.

Autore Emanuele Mancuso

Trainee

Milano

e.mancuso@lascalaw.com

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