15.02.2024 Icon

Riforma Cartabia: come è cambiato il ruolo del delegato

L’interessante documento di ricerca pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili del 18.01.2024, si sofferma sulle novità di maggior impatto introdotte dalla Riforma Cartabia relative alle funzioni del Professionista Delegato alle vendite, volte ad eliminare incertezze interpretative dovute ai precedenti interventi di modifica delle disposizioni sulla delega.

La prima significativa novità introdotta dalla Riforma e messa in risalto dal suddetto documento di ricerca, riguarda la disciplina del reclamo avverso gli atti del professionista Delegato, già pronosticata dalla Legge 26.11.2021 n. 206 (cd. Legge Delega).

Le motivazioni che hanno spinto il legislatore a stimolare tale modifica vanno ravvisate nel farraginoso e instabile sistema derivante dalla previgente formulazione dell’art. 591 ter c.p.c. secondo cui quando, nel corso delle operazioni di vendita insorgevano difficoltà, il Professionista Delegato poteva rivolgersi al Giudice Dell’Esecuzione che provvedeva con decreto; le parti e gli interessati potevano proporre reclamo avverso il decreto nonché avverso gli atti del professionista delegato, allo stesso Giudice dell’Esecuzione, il quale provvedeva con ordinanza reclamabile ex art. 669 terdecies cpc entro 15 giorni dalla conoscenza legale della stessa.

Insomma, la legge prevedeva una serie di rimedi processuali avverso gli atti del Professionista delegato ovvero avverso i provvedimenti del Giudice dell’Esecuzione che non consentivano agli stessi di acquisire definitività e certezza.

Il nuovo sistema introdotto con la Riforma Cartabia, prefigura un meccanismo di progressiva stabilizzazione degli atti del delegato alla vendita (e di sanatoria dei vizi del relativo subprocedimento) che si forma prima dell’emissione del decreto di trasferimento: nello specifico, il d.lgs. 149/2022 introduce il termine perentorio di 20 giorni dalla conoscenza legale o di fatto dell’atto per proporre reclamo avverso gli atti del Professionista delegato e sostituisce il rimedio del 669 terdecies c.p.c. con l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cpc per impugnare l’ordinanza con la quale il giudice dell’esecuzione decide sul reclamo.

L’atto del Professionista delegato, in tal modo, si stabilizza se non è impugnato nei venti giorni successivi alla sua conoscenza e, in caso di impugnazione, il meccanismo di stabilizzazione è quello generale dell’opposizione ex art. 617 c.p.c.

Il secondo e rilevante cambiamento apportato dalla Riforma riguarda la fase distributiva della procedura esecutiva immobiliare.

Il novellato art. 596 cpc nella dichiarata ottica acceleratoria, ha totalmente affidato al Professionista delegato la conduzione della fase distributiva, prescrivendo che sia sempre l’ausiliario a provvedere, entro trenta giorni dal versamento del saldo prezzo, alla formazione del progetto di distribuzione e alla sua trasmissione al Giudice dell’Esecuzione, che avrà termine di dieci giorni per esaminarne il contenuto (ed eventualmente apportarne variazioni) e comunicarlo al Professionista delegato.

In ossequio all’esigenza di speditezza processuale, a seguito dell’approvazione del progetto di distribuzione, la Riforma ha introdotta uno stringente termine di sette giorni entro i quali il professionista delegato dovrà ordinare i pagamenti delle singole quote in favore degli aventi diritto (novellato art. 598 cpc).

Da ultimo, è interessante dare cenno ad un’altra rilevante modifica attuata dalla riforma Cartabia, che riguarda la disciplina in materia di antiriciclaggio e di adeguata verifica nelle procedure di esecuzione forzata immobiliare, prevendo l’estensione agli aggiudicatari degli obblighi informativi previsti dalla disciplina speciale antiriciclaggio di cui al d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

La finalità perseguita dal legislatore e quella di evitare che le liquidazioni coattive diventino il momento terminale di impiego di proventi illeciti che, da un punto di vista operativo, si traduce nel dovere degli aggiudicatari di compilare un modello di dichiarazione fornita dal Professionista Delegato contenente le informazioni tese a prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose.

Tuttavia, una volta acquisita tale dichiarazione, nessun altro adempimento è posto a carico dell’ausiliario non essendo prevista alcuna successiva attività: sarà il Giudice dell’Esecuzione che verificherà l’esatto adempimento degli oneri informativi posti a carico dell’aggiudicatario come condizione di pronunciabilità del decreto di trasferimento.

Sul punto, la legge prevede solo un generale e indefinito obbligo del professionista delegato di notiziare tempestivamente il Giudice in caso omessa o anomala dichiarazione fornita dell’aggiudicatario, senza tuttavia prevedere un termine entro il quale egli debba attivarsi né le conseguenze in caso di omessa o anomala dichiarazione.

Tale vuoto normativo si pone in evidente contrasto con l’obiettivo di semplificazione, speditezza e razionalizzazione del processo civile: si auspica, pertanto, un intervento legislativo ulteriore volto a coniugare l’esigenza di prevenire fenomeni di riciclaggio con la necessità di assicurare la ragionevole durata del processo esecutivo.

Autore Martina Tomassini

Associate

Milano

m.tomassini@lascalaw.com

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