12.01.2023 Icon

Pignoramento presso terzi: le ultime del Ministero della Giustizia

Il Ministero della Giustizia, con nota pubblicata lo scorso 12 dicembre, superando il precedente orientamento, ha posto fine alle incertezze generatesi a seguito della riforma del pignoramento presso terzi di cui all’art. 543 c.p.c. in ordine alla previsione di notifica dell’avviso di iscrizione a ruolo del pignoramento presso terzi al soggetto debitore e al terzo pignorato.

Come ormai ben noto, infatti, la recente novella ha previsto un ulteriore onere a carico del creditore procedente, per le procedure instaurate a decorrere dal 22 giugno 2022.
In particolare, il creditore, entro la data dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di pignoramento, deve provvedere alla notifica al debitore e al terzo (o ai terzi, qualora il pignoramento sia eseguito nei confronti di più soggetti) dell’avviso di avvenuta iscrizione a ruolo con indicazione del numero di ruolo della procedura.

Successivamente, deve altresì provvedere al deposito dell’avviso notificato nel fascicolo dell’esecuzione.

La mancata notifica dell’avviso o il suo mancato deposito nel fascicolo dell’esecuzione determina l’inefficacia del pignoramento.

Dapprima, con nota del 20 settembre 2022, la Direzione Generale del Ministero della Giustizia aveva qualificato tali adempimenti come attività propria del funzionario UNEP/Ufficiale giudiziario, precludendo, pertanto, la possibilità, per il difensore del creditore procedente, di notificare l’avviso di iscrizione al ruolo mediante la notifica in proprio.  

Con la comunicazione in commento, il Ministero chiarisce che la notifica dell’avviso di avvenuta iscrizione al ruolo e il conseguente deposito dell’avviso notificato perfezionano l’intera procedura del pignoramento presso terzi e sono posti a carico della parte procedente.

A tal fine, sottolinea ancora il Ministero, “l’avvocato mandatario della procedura esecutiva potrà avvalersi delle varie modalità di notificazione del predetto avviso consentite dalla legislazione vigente: a mezzo di notifica in proprio (non necessitando alcuna espressa autorizzazione) ai sensi della L. 21 gennaio 1994 n. 53 (..), a mezzo di notifica PEC e, infine, anche a ministero dell’Ufficiale giudiziario con iscrizione dell’atto da notificare nel relativo registro cronologico mod. A o mod. A/ter (se trattasi di materia di lavoro)”.

In considerazione di quanto rappresentato, è possibile ritenere superate le indicazioni contenute nella precedente nota.

Si risolve quindi positivamente una vicenda che aveva complicato e reso più onerosa, sia in termini di tempo che di costi, la procedura esecutiva presso terzi.

Autore Giorgia Damiano

Associate

Milano

g.damiano@lascalaw.com

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