09.03.2023 Icon

Fondo patrimoniale: a chi spetta l’onere della prova?

In tema di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale,l’onere della prova dei presupposti gravain capo al debitore opponente che intenda avvalersene.

Il debitore opponente avrà l’onere di dimostrare,non solo la regolare costituzione del fondo patrimoniale e della sua opponibilità al creditore procedente, ma anche la circostanza che il debito sia stato contratto per scopi estranei alle necessità familiari.

Ulteriore presupposto che deve essere dimostrato ai fini dell’impignorabilità attiene al fatto generatore dell’obbligazione, a prescindere dalla natura della stessa.

Come noto, il fondo patrimoniale è uno strumento disciplinato dagli artt. 167 c.c. e ss. mediante il quale entrambi i coniugi, uno solo o un terzo, vincolano determinati beni destinandoli al soddisfacimento dei bisogni familiari.

beni costituiti in fondo patrimonialenon potranno essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori quando lo scopo perseguito nell’obbligarsi non era quello di soddisfare i bisogni della famiglia.

La Suprema Corte ha chiarito cosa si intenda per “bisogni della famiglia”, precisando che debbano intendersi non in senso restrittivo, ma debbano ricomprendere anche quelle «esigenze volte al pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi».

È compito del giudice di merito l’accertamento della relazione esistente tra il fatto che ha generato il debito ed i bisogni della famiglia, intesi in senso ampio, con riferimento alle circostanze del caso concreto, spettando invece al debitore la prova della regolare costituzione del fondo e della sua opponibilità al creditore procedente, nonché la dimostrazione circa l’estraneità del debito ai bisogni della famiglia.

Inoltre, poiché tale vincolo opera solo nei confronti dei creditori consapevoli del fatto che l’obbligazione sia stata assunta non per fare fronte ai bisogni della famiglia, tale consapevolezza deve sussistere al momento del perfezionamento dell’atto da cui l’obbligazione stessa deriva, potendo essa essere fornita anche per presunzioni semplici.

In particolare, il criterio identificativo dei crediti che possono essere soddisfatti esecutivamente sui beni conferiti nel fondo, va ricercato nella relazione esistente tra il fatto generatore delle obbligazioni e i bisogni della famiglia, non assumendo alcun rilievo la natura del credito.

Nel caso in esame, la ricorrente Agenzia delle Entrate era stata gravata dell’onere di dimostrare che l’operazione posta in essere dal debitore era da riconnettere al soddisfacimento dei bisogni primari della famiglia del contribuente.

La Commissione Tributaria Regionale aveva erroneamente gravato la ricorrente dell’onere di provare l’aggredibilità del bene, mentre spettava al debitore fornire la prova sia dell’estraneità ai bisogni della famiglia del debito, sia che tale estraneità fosse conosciuta dal creditore.

Sul punto, si è pronunciata la Corte di Cassazione, statuendo che l’onere della prova dei presupposti di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale, grava in capo al debitore opponente.

Autore Beatrice Vallone

Associate

Milano

b.vallone@lascalaw.com

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