08.09.2023 Icon

L’autovelox a “km 0” è illegittimo

L’autovelox deve essere ben visibile, ma anche posizionato correttamente, pena l’annullamento della multa.

Lo spiega la Cassazione nella recente pronuncia in commento, salvando così in extremis un conducente un po’ troppo “piè veloce”.

Un automobilista proponeva opposizione dinanzi al Giudice di Pace avverso il verbale emesso dalla Polizia locale per eccesso di velocità rispetto al limite di 70 Km/h, con sanzione pecuniaria e decurtazione di sei punti sulla patente di guida.

Il ricorrente contestava l’omesso rispetto della distanza minima di un chilometro tra il segnale di limite di velocità e l’autovelox.

Rigettata in primo grado, l’opposizione viene accolta in secondo grado e l’Amministrazione decide così di ricorrere in cassazione.

La Corte di Cassazione, rigettando il ricorso, dà invece ragione all’automobilista.

Dagli atti risulta che una delle ragioni dell’impugnazione del verbale è «l’illegittimo posizionamento dell’apparecchiatura per il rilevamento automatico della velocità ad una distanza inferiore a 1 km dal cartello segnalatore della velocità consentita», che è il motivo sul quale il giudice ha fondato l’accoglimento dell’opposizione.

La Cassazione concorda: “fuori dei centri abitati (gli autovelox) non possono comunque essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità“.

Ciò consente all’utente di avere a disposizione uno spazio ragionevole per diminuire la velocità al fine rispettare il limite.

L’Amministrazione ricorrente ha tentato di sostenere che la distanza minima di un chilometro dovrebbe essere necessaria solo quando si tratta del “primo avviso” della presenza dell’apparecchiatura elettronica.

La Suprema Corte non ha però accolto tale tesi, dando definitivamente ragione all’automobilista.

Autore Valeria Bano

Senior Associate

Milano

v.bano@lascalaw.com

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