25.11.2022 Icon

Attenti al buco: quando il risarcimento dei danni è escluso


Mamma e papà convenivano in giudizio il Comune chiedendo la condanna al risarcimento dei danni patiti dal figlio minore a seguito di una caduta avvenuta a causa delle cattive condizioni di manutenzione del marciapiede di una via cittadina.

Istruita la causa e ricostruita pertanto la dinamica della caduta, tanto il Tribunale quanto la Corte d’Appello rigettavano la domanda dei genitori ritenendo che gli unici responsabili dell’accaduto fossero il minore e il nonno, in quel momento tenuto alla sorveglianza del nipote, posto che il minore stava correndo, in un luogo a lui, comunque, ben noto e che la disconnessione era conosciuta. 

A parere dei giudici di primo e secondo grado, il comportamento colposo tenuto dal nonno di non aver adeguatamente vigilato sul minore ha di fatto portato all’esclusione della responsabilità del Comune. 

Contro la sentenza della Corte d’Appello proponeva pertanto ricorso il danneggiato, nel frattempo divenuto maggiorenne. 

La Corte di legittimità ha dapprima richiamato i principi in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, ricordando che quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato della cautele normalmente attese e prevedibile in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficacia causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisce un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro. 

La Corte di Cassazione, fatta questa premessa, ha aderito alla ricostruzione della Corte d’Appello, pervenuta alla conclusione di dover attribuire al bambino e al nonno l’intera responsabilità dell’accaduto. A parere dei giudici l’omessa vigilanza del nonno ha interrotto il nesso di causalità tra la cosa – il marciapiede – e il danno, escludendo così qualsivoglia responsabilità in capo al Comune. 

Autore Ilaria Franciosa

Associate

Milano

i.franciosa@lascalaw.com

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