08.07.2026 Icon

Catastrofali e r.c. sanitaria: IVASS punta sui dati

Il documento di consultazione n. 5/2026 dell’IVASS segna un passaggio importante nella costruzione di un sistema informativo più stabile sul mercato assicurativo. L’intervento propone di modificare il Regolamento IVASS n. 36/2017 per rendere strutturale, da un lato, la rilevazione dei prezzi delle coperture obbligatorie contro i rischi catastrofali per le imprese e, dall’altro, l’indagine sulle coperture di responsabilità civile sanitaria. La direzione è chiara: superare la logica delle richieste episodiche tramite lettere al mercato e portare due ambiti sensibili dentro flussi periodici, standardizzati e più leggibili. Il tema, però, non è soltanto tecnico. La qualità dei dati diventa una leva di vigilanza, trasparenza e governo di mercati nei quali l’equilibrio tra sostenibilità dei premi, ampiezza delle coperture e tutela degli assicurati è destinato a pesare sempre di più.

Dalle lettere al mercato a una rilevazione stabile

La proposta IVASS interviene sull’impianto del Regolamento n. 36/2017, già dedicato alle rilevazioni statistiche, introducendo due nuovi flussi informativi. Il primo riguarda le polizze a copertura dei danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, rese obbligatorie dalla legge di bilancio 2024 per le imprese con sede legale in Italia o stabile organizzazione nel territorio nazionale. Il secondo riguarda le coperture assicurative della responsabilità civile sanitaria, già oggetto di rilevazioni avviate dal 2016, ma finora gestite attraverso lettere al mercato.

Per le coperture catastrofali, l’obiettivo dichiarato è consentire all’IVASS di fornire al Garante per la sorveglianza dei prezzi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gli elementi necessari a prevenire e limitare eventuali pratiche speculative sui premi assicurativi. È un passaggio rilevante perché il nuovo obbligo assicurativo, incidendo su un’ampia platea di imprese, apre un mercato destinato a crescere rapidamente e che richiede un monitoraggio tempestivo dei prezzi, delle condizioni contrattuali e delle modalità distributive.

Il provvedimento, in consultazione fino al 24 agosto 2026, dovrebbe entrare in vigore il 30 settembre 2026. Da quella data la rilevazione sulle coperture catastrofali assumerebbe cadenza semestrale, con riferimento ai contratti in vigore al 31 marzo e al 30 settembre di ogni anno, da trasmettere rispettivamente entro il 30 aprile e il 31 ottobre.

Rischi catastrofali: prezzi, somme assicurate e condizioni di polizza

L’allegato dedicato alle coperture catastrofali definisce un tracciato informativo piuttosto puntuale. Le imprese dovranno comunicare i dati relativi a tutti i contratti in vigore alla data della rilevazione, anche se già trasmessi in precedenza, con esclusione dei contratti non più attivi o stipulati dopo la data di riferimento.

Le informazioni richieste riguardano, tra l’altro, l’identificativo del contratto, il codice fiscale o la partita IVA del contraente, il Comune e il CAP dell’ubicazione principale del rischio, la presenza di rischi in altri Comuni, le date di inizio e fine della copertura, le garanzie attive per terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane, il premio annuo effettivo, le somme assicurate per terreni, fabbricati, impianti e attrezzature, nonché franchigie, limiti di indennizzo, scoperti, canale distributivo e presenza di altre coperture.

Il dato più significativo, in prospettiva, è il collegamento tra premio, somme assicurate e caratteristiche tecniche della copertura. Non si tratta, quindi, di una semplice rilevazione del prezzo, ma di una base informativa utile a comprendere se il premio sia coerente con l’esposizione, con la struttura del rischio e con le condizioni applicate. Da questo punto di vista, la rilevazione potrà contribuire a distinguere gli aumenti fisiologici, legati alla maggiore rischiosità o alla configurazione della garanzia, da eventuali anomalie di mercato.

Resta però un punto delicato. La scelta di semplificare la segnalazione per i contratti multi-ubicazione, richiedendo l’indicazione del rischio principale e dei valori complessivi, riduce gli oneri per le imprese ma può comprimere la granularità dell’informazione territoriale. In un settore in cui il rischio catastrofale è fortemente dipendente dalla localizzazione, la qualità del dato geografico sarà decisiva per evitare letture troppo aggregate.

R.c. sanitaria: meno dati, ma più utilizzabili

Il secondo asse dell’intervento riguarda la responsabilità civile sanitaria. Qui la logica è diversa. Non si introduce una rilevazione nuova, ma si razionalizza un flusso già esistente, che l’IVASS considera rilevante anche per la dimensione sociale del comparto. L’Autorità evidenzia che l’esperienza maturata dal 2016 ha mostrato criticità nella qualità dei dati trasmessi, con un utilizzo solo parziale ai fini del Bollettino annuale sull’r.c. generale.

La risposta regolamentare è una semplificazione radicale del tracciato. Vengono eliminate duplicazioni e variabili caratterizzate da un elevato tasso di dati mancanti, comprese le richieste relative alle singole teste assicurate e ai dati qualitativi su prospettive e ostacoli. La nuova rilevazione si concentra su tre schemi: contratti, sinistri e caratteristiche delle coperture.

Le informazioni dovranno essere distinte per tre settori: strutture sanitarie pubbliche, strutture sanitarie private e personale sanitario, con esclusione del personale amministrativo. Per i contratti si guarderà a numero di contraenti o assicurati, premi lordi, polizze per colpa grave e canale prevalente. Per i sinistri saranno rilevati numero e importi, distinguendo tra sinistri pagati, riservati, in contenzioso e senza seguito. Per le coperture, invece, l’attenzione si concentrerà su SIR, franchigie, scoperti e massimali superiori ai limiti di legge.

La scelta appare condivisibile: un dato meno ambizioso, ma più affidabile, è spesso più utile di una rilevazione estesa ma incompleta. Nel mercato della r.c. sanitaria, caratterizzato da sinistri lunghi, contenzioso rilevante, franchigie elevate e forme di autoritenzione, la disponibilità di dati comparabili può aiutare a leggere meglio l’evoluzione tecnica del ramo e il rapporto tra premi, rischiosità e sostenibilità delle coperture.

Trasparenza e vigilanza: il dato come infrastruttura di mercato

La proposta IVASS conferma una tendenza sempre più evidente: la regolazione assicurativa non passa soltanto da obblighi di prodotto o regole di condotta, ma anche dalla costruzione di infrastrutture informative. Nei rischi catastrofali, la raccolta periodica dei dati serve a presidiare un mercato nuovo, obbligatorio e potenzialmente esposto a tensioni sui prezzi. Nella r.c. sanitaria, la razionalizzazione mira a rendere finalmente più solido un patrimonio informativo già esistente, ma finora non sempre pienamente utilizzabile.

Lo snodo sarà l’equilibrio tra dettaglio e sostenibilità operativa. Flussi troppo complessi rischiano di generare dati incompleti; flussi troppo sintetici possono invece non cogliere le differenze decisive tra rischi, territori e tipologie di copertura. La consultazione servirà proprio a calibrare questo equilibrio.

Per le imprese assicurative, l’intervento comporta l’esigenza di verificare tempestivamente la disponibilità, la qualità e la coerenza dei dati nei propri sistemi interni. Per il mercato, invece, apre la strada a un monitoraggio più trasparente di due settori strategici: da una parte la protezione delle aziende contro eventi naturali estremi, dall’altra la tenuta assicurativa della sanità. In entrambi i casi, la vera sfida non sarà soltanto trasmettere dati, ma trasformarli in informazioni utili per una vigilanza più efficace e per decisioni più consapevoli.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

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