10.10.2022 Icon

Malversazione di erogazioni pubbliche: il reato si realizza senza ricevere il finanziamento statale?

Nell’ultimo triennio sono stati innumerevoli i finanziamenti e i bonus statali erogati per agevolare l’attività d’impresa o per realizzare determinate finalità. Ciò è dovuto alle ormai note e recenti cause che hanno frustrato l’economia nazionale ed europea, quali la pandemia di COVID-19 e, attualmente, la guerra alle porte orientali dell’Unione Europea.

Tuttavia, al massivo intervento statale e sovranazionale nell’economia ha fatto seguito un considerevole aumento di procedimenti penali riguardanti quei delitti finalizzati a sanzionare le frodi nella concessione di incentivi pubblici.

Tra essi rientra anche il delitto di malversazione di erogazioni pubbliche, punito dall’art. 316 bis c.p., il quale sanziona la distrazione di un’erogazione pubblica dalla finalità per cui è stata concessa.

Nondimeno, poiché la maggior parte dei finanziamenti agevolati concessi dallo Stato per una specifica finalità vengono erogati in più soluzioni anche a distanza di tempo tra loro, è doveroso chiedersi quando il reato può dirsi effettivamente consumato, in particolare nei casi in cui il finanziamento prevede un termine ultimo entro cui soddisfare la finalità che ha giustificato l’erogazione.

A tal fine è intervenuta recentemente la Corte di Cassazione. Il caso deciso dalla Corte riguardava una società indagata, insieme al suo legale rappresentante, proprio per il reato di malversazione di erogazioni pubbliche. 

Secondo la Procura della Repubblica, la società aveva ottenuto un finanziamento pubblico, da erogarsi in tre soluzioni, per acquisire un natante da destinare all’offerta turistica della Regione Calabria entro un preciso termine.

Ricevuta la prima tranche del finanziamento, la società avrebbe acquistato l’imbarcazione e – prima di ricevere le ulteriori somme e prima quindi della scadenza del termine – l’avrebbe ormeggiata in Sicilia, così distraendo il bene dalla funzione per cui era stata concessa l’erogazione pubblica.

Nondimeno, la Corte ha ritenuto che il reato potrebbe non essersi perfezionato al momento in cui il natante è stato spostato fuori dalla regione Calabria. Ciò in considerazione del fatto che il termine finale previsto dal bando di concessione dell’erogazione non era ancora decorso. 

Sicché, per i giudici di legittimità il reato di malversazione si consuma, in linea generale, alla scadenza del termine fissato dal finanziamento per l’esecuzione di opere o finalità pubbliche, rimaste poi inadempiute.

Tuttavia, la stessa Corte ha precisato che, in alcune ipotesi da valutare in concreto “il momento consumativo del reato potrebbe essere individuato non alla scadenza del termine, ma in un momento antecedente, allorché il mancato rispetto delle condizioni e dei vincoli determini una irreversibile compromissione della realizzazione della finalità perseguita con l’erogazione pubblica”.

Autore Stefano Gerunda

Lateral Partner

Milano

s.gerunda@lascalaw.com

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Autore Andrea Caprioglio

Associate

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