23.09.2022 Icon

Danno all’immagine: sussiste di per sé o deve essere provato?

Il Tribunale di Napoli si è recentemente espresso in merito al danno derivante dalla lesione al diritto all’immagine. Da tale lesione deriva il pregiudizio ad un diritto fondamentale della persona, tutelato dagli artt. 2 e 3 della Costituzione, consistente nella reputazione e nell’identità personale.

In tempi passati, si pensava che tale danno dovesse essere considerato in re ipsa, senza, pertanto, che occorresse la prova del danno da parte del danneggiato. Il risarcimento ero dovuto per il solo fatto che si fosse verificato il fatto lesivo.

Successivamente, a partire da metà degli anni ’90, ci fu un’inversione di rotta per merito di alcune sentenze della Cassazione. Secondo la Corte, infatti, colui che adisce il giudice per il risarcimento del danno deve anche provare i fatti costitutivi della pretesa, il nesso causale e il danno nella sua entità. Pertanto, il danno è inteso come “danno conseguenza” e non sussiste in re ipsa.

Il Tribunale di Napoli ribadisce che il danno all’immagine è connesso alla responsabilità aquiliana e, pertanto, è onere del danneggiato darne prova. Per quanto riguarda la liquidazione del danno, è il giudice che decide l’ammontare del risarcimento in base al pregiudizio patito dalla vittima e dimostrato anche attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti.

Autore Sara Donati

Trainee

Milano

s.donati@lascalaw.com

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