21.10.2022 Icon

Comunicazione del licenziamento: efficace anche se indiretta

Un lavoratore dipendente della Provincia di Benevento, a seguito di un infarto, veniva dichiarato dalla Commissione medica di verifica di Napoli non idoneo permanente al servizio, in maniera assoluta, come dipendente della pubblica amministrazione.

In seguito a tale dichiarazione, il rapporto di lavoro veniva risolto per mezzo di una Determinazione Dirigenziale di collocamento a riposo per inidoneità al servizio, avente forma scritta.

Il Tribunale di Benevento veniva chiamato a decidere sull’inefficacia della risoluzione del rapporto di lavoro perché assenti i requisiti della motivazione e della forma scritta.

La domanda del lavoratore veniva respinta con ordinanza, resa in esito alla fase sommaria.

A seguito di opposizione, il medesimo Tribunale dichiarava inefficace il licenziamento intimato, qualificandolo come orale.

La Corte di Appello ha successivamente – e diversamente – ritenuto che il recesso fosse avvenuto in forma – incontestabilmente – scritta e che il lavoratore fosse venuto a conoscenza della Determinazione Dirigenziale.

Avverso tale sentenza il lavoratore proponeva ricorso in Cassazione.

La Corte ha ritenuto di trattare congiuntamente i motivi del ricorso, perché connessi e relativi alla questione della mancata dimostrazione da parte del datore di lavoro della comunicazione formale di recesso contenuta nella Determinazione Dirigenziale e degli effetti della conoscenza aliunde da parte del lavoratore del provvedimento stesso.

La decisione della Corte si è focalizzata sull’interpretazione dell’art. 2 della Legge n. 604 del 1966, il quale stabilisce che il datore di lavoro deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro, con l’indicazione specifica dei motivi che lo hanno determinato, a pena dell’inefficacia del licenziamento stesso.

La tesi addotta dal lavoratore, secondo cui la Determinazione Dirigenziale di collocamento a riposo avrebbe dovuto essere comunicata in copia conforme all’originale all’interessato, non è stata ritenuta condivisibile.

Conseguentemente, non poteva considerarsi irrilevante la sua conoscenza aliunde.

Difatti, argomenta la Corte, l’art. 2 della citata legge prescrive che il recesso venga comunicato al lavoratore per iscritto, ma non prescrive invece delle modalità specifiche di comunicazione.

In conclusione, posto che la normativa non esige particolari né specifiche formule sacramentali, secondo questa sentenza, la volontà di licenziare può essere validamente comunicata al lavoratore in maniera indiretta, purché chiara ed inequivocabile.

Questo significa che il lavoratore che abbia avuto conoscenza del contenuto della Determina Dirigenziale, la quale motivava per iscritto il recesso del datore di lavoro a causa dell’invalidità permanente del dipendente, è stato adeguatamente e correttamente informato, seppur in maniera indiretta.

Autore Francesca Lorenzi

Trainee

Bologna

f.lorenzi@lascalaw.com

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