16.03.2023 Icon

Cedi o recedi?

Il recesso del socio da una S.r.l. non è assimilabile alla cessione per atto tra vivi della sua quota di partecipazione al capitale sociale della stessa.

La Corte di Cassazione ha recentemente confermato tale principio con l’ordinanza n. 28717 dello scorso 4 ottobre 2022, pronunciata al termine di una causa originatasi in seguito alla cessione – da parte di una società – della propria quota di partecipazione al capitale di una S.r.l., la quale, successivamente, aveva registrato un’importante sopravvenienza attiva. In ragione di ciò, la società cedente aveva agito nei confronti della S.r.l., le cui quote erano state cedute, al fine di ottenere il pagamento di un importo pari alla propria quota di partecipazione alla suddetta sopravvenienza attiva non risultante dal bilancio della S.r.l. alla data in cui era stato calcolato il prezzo di vendita delle quote.

La società cedente, infatti, sosteneva che l’operazione di compravendita di quote della S.r.l. – essendo avvenuta a beneficio di cessionari già soci della medesima – avrebbe dovuto essere considerata come un’ipotesi di recesso del socio.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ha rigettato il ricorso chiarendo, tra l’altro, che, nel caso di recesso del socio di S.r.l., l’articolo 2473 c.c. prevede che “il rapporto derivante dalla manifestazione di volontà di esercitare [tale] diritto di recesso a lui attribuito dallo statuto e in ogni caso dalla legge è solo fra società e socio recedente anche quanto alle conseguenze patrimoniali”. Diversamente, nel caso di cessione delle quote di una S.r.l. a terzi, per atto tra vivi, “il relativo contratto, cui la società è estranea, è valido ed efficace fra le relative parti indipendentemente dal suo deposito presso il registro delle imprese necessario solo per rendere il trasferimento efficace anche nei confronti della società, degli altri soci e dei terzi”.

La Corte, dunque, qualificando il rapporto intervenuto tra le parti come cessione di quote e non come atto di recesso del socio, ha ritenuto non applicabile la disciplina di cui all’articolo 2473 c.c.. 

Peraltro, quest’ultimo contempla il diritto del socio ad ottenere la liquidazione della quota in proporzione al capitale sociale, diversamente dalla compravendita della quota ove non necessariamente esiste una correlazione tra il valore di mercato della quota e la frazione del valore del patrimonio sociale che questa rappresenta. 

Autore Matteo Rebecchi

Associate

Bologna

m.rebecchi@lascalaw.com

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