02.09.2025 Icon

Il sistema dei pagamenti dell’Unione prosegue il cammino

In una recente iniziativa legislativa, subito prima della pausa estiva, il Consiglio dell’Unione europea ha conferito mandato al Consiglio “Affari economici e finanziari” (ECOFIN) per negoziare con il Parlamento nell’ambito del trilogo (Commissione, Parlamento e Consiglio UE), al fine di pervenire ad un accordo circa la versione definitiva di PSD3 e PSR.

Verso la nuova regolazione UE dei pagamenti

L’obiettivo è la modifica della terza Direttiva sui servizi di pagamento (PSD3) e del Regolamento sui servizi di pagamento (PSR).

Questo processo legislativo scaturisce dalle proposte avanzate dalla Commissione Europea il 27 giugno 2023, con l’intento di modernizzare il settore dei servizi di pagamento nell’UE.

Come avevamo già ricordato in un precedente articolo dal titolo “PSD2 e FIDA: dall’Open Banking all’Open Finance“, tali misure miravano a stimolare l’innovazione e a favorire lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari a beneficio dei consumatori, inclusi coloro che attualmente non hanno accesso ai servizi bancari tradizionali.

Dal pacchetto PSD2 alla svolta PSD3/PSR

In particolare, la Commissione europea aveva presentato il “Financial Data Access and Payments Package”, che comprenderebbe:

  • la terza Direttiva sui Servizi di Pagamento (PSD3), che sostituirebbe la PSD2 e la direttiva EMD2.
  • il nuovo Regolamento sui Servizi di Pagamento (PSR), che integra e sostituisce alcune disposizioni regolamentari per uniformità applicativa
  • il quadro normativo sull’accesso ai dati finanziari (FIDA).

Tali interventi mirano a stimolare innovazione, concorrenza e sicurezza nel mercato dei pagamenti, superando le criticità emerse con la PSD2 (2015/2366) e con la Direttiva sulla moneta elettronica (EMD2), nonché a creare un quadro normativo unico, aggiornato ai cambiamenti tecnologici e di mercato, rafforzando la fiducia dei consumatori e la competitività europea.

Le criticità della PSD2 e la risposta della Commissione

La PSD2 aveva introdotto novità significative, come l’autenticazione forte del cliente (SCA) e i servizi di open banking, che hanno contribuito a ridurre le frodi e aumentare trasparenza e scelta per i consumatori. Tuttavia, permangono criticità, quali ad esempio: i) la disomogeneità applicativa tra Stati membri; ii) gli ostacoli all’accesso ai sistemi di pagamento da parte di operatori non bancari; iii) lo sviluppo limitato dei servizi paneuropei e di open banking; iv) l’aumento delle frodi legate a phishing, smishing e spoofing.

La Commissione ha proposto quindi un approccio duale:

  • Direttiva (PSD3): norme sull’autorizzazione e vigilanza degli istituti di pagamento e moneta elettronica (materie di competenza nazionale).
  • Regolamento (PSR): disposizioni direttamente applicabili a tutti i prestatori di servizi di pagamento e moneta elettronica, per ridurre arbitraggi e differenze interpretative.

L’obiettivo è garantire maggiore chiarezza, uniformità e rafforzare i poteri sanzionatori.

In questo quadro, la lotta alle frodi resta una priorità, così come la trasparenza legislativa e quindi anche il coordinamento normativo comunitario. In questo percorso, anche la Banca d’Italia, con comunicazione dell’ottobre 2024, aveva sottolineato la necessità di coordinare PSD3/PSR con il MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation), in particolare per i token di moneta elettronica (EMT), che possono avere funzione di pagamento; nonché con il DORA (Digital Operational Resilience Act), per includere anche fornitori tecnici e BigTech nel perimetro regolatorio.

PSD3: semplificare l’open banking e rafforzare l’equilibrio competitivo

Riprendendo il discorso, dicevamo che la PSD3 mira a consolidare l’open banking, riducendo le inefficienze registrate, prevedendo:

  1. l’obbligo per gli ASPSP (banche e altri detentori di conti) di predisporre interfacce dedicate di qualità per i prestatori terzi (AISP e PISP),
  2. l’eliminazione, salvo eccezioni, dell’obbligo di mantenere interfacce di riserva,
  3. l’introduzione di un pannello di gestione per consentire agli utenti di revocare autorizzazioni ai terzi,
  4. l’eliminazione del servizio autonomo di conferma fondi, poco utilizzato;
  5. la riduzione dello squilibrio competitivo tra istituti bancari e prestatori non bancari.

Tali proposte avevano ricevuto un’approvazione preliminare da parte del Parlamento Europeo, ma con adozione di emendamenti in prima lettura, che ora costituiscono la sua posizione negoziale.

PSR: un regolamento per armonizzare e tutelare

Il mandato negoziale attribuito ora all’Ecofin riguarda le due principali proposte legislative della Commissione:

  • la proposta di Direttiva sui servizi di pagamento nel mercato interno, che introduce modifiche al Regolamento (UE) n. 1093/2010 e al Regolamento (UE) 2024/886. Questo documento è comunemente indicato come proposta PSD3;
  • la proposta di Regolamento sui servizi di pagamento e di moneta elettronica, che modifica la Direttiva 98/26/CE e abroga le Direttive 2015/2366/UE (PSD2) e 2009/110/CE. Questo testo è noto come proposta PSR.

Focus antifrode, trasparenza e responsabilità condivisa

  • L’adozione di queste proposte, una volta ratificate da Consiglio e Parlamento, porterebbe alla creazione di un nuovo regolamento sui servizi di pagamento e modificherebbe significativamente l’attuale Direttiva PSD2, con speciale finalità diLotta alle Frodi, mediante l’istituzione di un quadro normativo antifrode completo per contrastare le nuove e crescenti tipologie di frode;
  • Condivisione delle Informazioni: promuovendo una maggiore collaborazione tra i fornitori di servizi di pagamento attraverso la condivisione delle informazioni relative alle frodi;
  • Verifica degli IBAN: con implementazione di un sistema che consenta la verifica della corrispondenza tra il numero IBAN e il nome del titolare del conto prima di autorizzare un trasferimento di denaro;
  • Responsabilità dei Fornitori di Servizi di Comunicazione: con il coinvolgimento dei fornitori di servizi di comunicazione elettronica (come operatori internet e piattaforme di messaggistica) nella cooperazione obbligatoria in caso di frodi di impersonificazione;
  • Trasparenza delle Commissioni ATM: con obbligo per gli operatori di sportelli automatici (ATM) di indicare chiaramente tutte le commissioni e i tassi di cambio applicati prima che la transazione sia completata;
  • Trasparenza dei Sistemi di Carte: mediante una maggiore chiarezza sulle norme e sulle commissioni relative ai circuiti di carte di pagamento, al fine di permettere a consumatori e imprese di compiere scelte più informate e vantaggiose.

Un’evoluzione normativa, non una rivoluzione

In conclusione, una tale riforma PSD3/PSR non introdurrebbe una rivoluzione, ma un’evoluzione mirata, nella continuità con i principi della PSD2, rivolta principalmente a rafforzare protezione dei consumatori, ad aumentare trasparenza e sicurezza nei pagamenti, a garantire condizioni eque tra operatori e, conseguenza non meno rilevante, favorire l’innovazione e la competitività europea.

Va infine precisato, che in caso di accordo tra le Istituzioni dell’Unione e approvazione della citata normativa, l’entrata in vigore avverrà 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE per PSR, mentre PSD3 richiederà il recepimento nazionale entro 18 mesi dalla sua pubblicazione.

Autore Antonio Ferraguto

Partner

Milano

a.ferraguto@lascalaw.com

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Autore Elisa Varisco

Senior Associate

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