15.10.2026 Icon

Stati Uniti d’Europa e fintech: verso una superpotenza globale

Il progetto degli Stati Uniti d’Europa[1] prefigura una superpotenza da 450 milioni di abitanti con un PIL a Parità di Potere d’Acquisto (29,2 trilioni di dollari) in grado di competere direttamente con quello statunitense. Tuttavia, l’Europa sconta un marcato svantaggio strutturale nel settore finanziario: un modello fortemente bancocentrico, un mercato azionario sottile (la cui capitalizzazione si attesta al 65% del PIL contro il 180-230% degli USA) e una forte scarsità di giganti tecnologici.

In questo contesto, la traiettoria verso il Fintech e gli investimenti nella transizione digitale si pongono come leve fondamentali per risolvere alcune criticità.

Innanzi tutto, l’innovazione fintech favorisce la diversificazione delle fonti di finanziamento rispetto al solo canale bancario, facilitando l’accesso al venture capital necessario per far nascere e scalare nuovi player tecnologici europei. In secondo luogo, le soluzioni digitali e fintech contribuiscono a ridurre i costi legali e le inefficienze burocratiche che oggi ostacolano le imprese. Terzo, l’istituzione di un tesoro federale con capacità di emettere debito comune permetterebbe di convogliare investimenti su scala europea per la transizione digitale e una infrastruttura finanziaria unificata[2]. Da ultimo, le soluzioni digitali possono avvicinare i servizi finanziari alla popolazione più anziana allentando la pressione sui sistemi pensionistici.

Promuovere l’ecosistema fintech e la digitalizzazione consente quindi all’Europa di trasformare la propria frammentazione finanziaria in un mercato dinamico, attrattivo per i capitali e competitivo a livello globale.


[1] Il concetto di USE trova i primi sostenitori già a partire dal XIX Sec. in Carlo Cattaneo, il politologo ed eroe delle Cinque Giornate di Milano e in Victor Hugo che utilizzò esplicitamente l’espressione “Stati Uniti d’Europa” (États-Unis d’Europe) il 21 agosto 1849, durante il suo celebre discorso di apertura al Congresso Internazionale della Pace a Parigi. La sua realizzazione sarebbe la massima aspirazione del Manifesto di Ventotene (Per un’Europa libera e unita).

[2] Oggi l’Unione Europea si trova in una posizione paradossale: dispone di una politica monetaria unica gestita dalla BCE, a cui si contrappongono 27 politiche fiscali nazionali divergenti. L’istituzione di un tesoro federale consentirebbe di centralizzare la politica di bilancio, garantendo un coordinamento macroeconomico oggi assente. Questo strumento permetterebbe di convogliare risorse verso settori ad alto impatto che i singoli Stati non riescono a sostenere autonomamente, come la difesa, l’energia e la transizione digitale.

Autore Francesco Rampone

Lateral Partner

Milano

f.rampone@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Fintech & Digital Innovation ?

Contattaci subito