12.12.2022 Icon

Polizza assicurativa e Taeg: la contestualità non basta

Il Tribunale di Pisa si è recentemente pronunciato sull’inclusione della polizza assicurativa nel Taeg ribadendo l’orientamento costante secondo cui l’onere della prova grava integralmente su chi eccepisce la difformità del Taeg.

Nella fattispecie, il consumatore contestava l’asserita difformità del Taeg allegando che il finanziamento e la polizza erano contestuali motivo per cui, a suo dire, la polizza doveva essere computata nel Taeg.

Dall’altra parte, la finanziaria contestava tale linea difensiva sostenendo che il consumatore avrebbe dovuto allegare elementi ulteriori (e concreti) per provare che la polizza era obbligatoria.

Il Tribunale ha aderito alla difesa fornita dalla società finanziaria affermando che – nella fattispecie – il consumatore non aveva fornito nessuna prova concreta.

Il Giudice, infatti, afferma quanto segue: i) il contratto di finanziamento prevede espressamente che la polizza è facoltativa; ii) il consumatore non ha depositato le condizioni di polizza il che rende impossibile verificare la durata della copertura ed altri elementi sintomatici; iii) la mera contestualità della polizza assicurativa al finanziamento non è sufficiente per provare la natura obbligatoria della polizza; iv) l’onere della prova grava sul consumatore.

La linea confermata dal Tribunale di Pisa consolida l’orientamento prevalente secondo cui la mera contestualità della polizza al finanziamento ha un mero valore indiziario e non basta – da sola – per provare che la polizza assicurativa era obbligatoria.

Servono infatti elementi ulteriori per fondare la relativa eccezione e tali elementi devono essere provati dal consumatore senza alcuna inversione dell’onere della prova in capo alla finanziaria.

Questa la motivazione resa dal Tribunale:

la polizza in questione – il cui specifico contenuto non è dato sapere, non essendo state prodotte le condizioni contrattuali bensì solo il modulo di adesione – è espressamente qualificata come facoltativa nel frontespizio. Non essendo note le condizioni generali della polizza, non è possibile accertare se la durata della copertura assicurativa coincidesse con quella del prestito, né se l’indennizzo dovuto al verificarsi del rischio assicurato risultasse effettivamente parametrato al debito residuo del finanziamento. Al fine di dimostrare l’obbligatorietà della polizza, non può ritenersi sufficiente il mero dato Cronologico della contestualità dell’adesione al contratto di assicurazione rispetto alla stipulazione del finanziamento, costituendo questo solo un elemento di partenza sul quale innestare il ragionamento presuntivo”.

Autore Carlo Giambalvo Zilli

Associate

Milano

c.zilli@lascalaw.com

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