05.12.2022 Icon

Mancata contestazione delle richieste di pagamento e disconoscimento

“L’eccezione, dunque, di disconoscimento risulta fondata, ma ciò non basta ad escludere il coinvolgimento dell’odierno opponente nel rapporto per cui si controverte”. 

Questa è la conclusione cui è pervenuto il Tribunale di Bari con sentenza resa nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo promosso dal fideiussore per contestare l’apocrifia delle firme apposte sul contratto azionato.

Il Giudice incaricato, esaminando l’eccezione di disconoscimento delle firme ha argomentato le ragioni ostative all’accoglimento dell’opposizione, evidenziando come il protratto comportamento silente dell’opponente lasciasse intendere che lo stesso fosse, in realtà, a conoscenza di quanto contestato in sede di opposizione.

Sul punto, l’Organo Giudicante richiamando il principio sulla ripartizione dell’onere probatorio in sede di opposizione ha evidenziato che l’opposta ha assolto il proprio mediante la produzione in giudizio del contratto in originale, richiedendone opportuna verificazione ex art. 216 c.p.c.; per contro l’opponente si è limitato a disconoscere le sottoscrizioni apposte allo stesso, senza, tuttavia, spiegare il mancato riscontro alle richieste di pagamento intervenute prima del deposito del ricorso per decreto ingiuntivo e neppure circa il possesso della documentazione personale a se riconducibile da parte della Banca. Ma non solo, il Magistrato ha opportunamente rilevato come, quant’anche si volesse ipotizzare che la documentazione personale fosse stata consegnata dal debitore principale, l’opponente non ha provato di aver agito nei confronti di quest’ultimo contestandogli l’abusivo utilizzo della propria documentazione.

Dunque, il Giudice ha rilevato che “la parte che sostenga la non autenticità della sottoscrizione del documento, recante l’apparente sua firma, non è tenuta ad attendere di essere evocata in giudizio da chi affermi una pretesa sulla base di tale documento, per poter effettuare il disconoscimento, ma può assumere l’iniziativa del processo per sentir accertare la non autenticità della sottoscrizione (e accogliere le domande che postulano tale accertamento), con la conseguenza che, in tal caso, si applicano le ordinarie regole probatorie e non la disciplina prevista dagli artt. 214 e ss. c.p.c. (Cassazione civile sez. VI, 21/07/2021, n.20882).”

Per effetto, benchè la perizia grafologica ha accertato l’apocrifia della firma l’opposizione va rigettata e il decreto ingiuntivo confermato.

Autore Erika Rita Siragusa

Associate

Milano

e.siragusa@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Credito Al Consumo ?

Contattaci subito