02.12.2022 Icon

Opposizione a decreto ingiuntivo: la ripartizione dell’onere probatorio

“In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, le contestazioni generiche dell’opponente, di fronte all’assolvimento dell’onere della prova da parte dell’opposta, sono insufficienti a fondare l’opposizione” 

È quanto affermato dal Tribunale di Ancona, con sentenza pubblicata il 24 novembre 2022, in materia di ripartizione dell’onere della prova tra la parte opponente e la parte opposta. 

In particolare, i debitori ingiunti avevano proposto opposizione avverso il decreto ingiuntivo, deducendo la nullità dei contratti di mutuo per errata indicazione dell’indice ISC e l’usurarietà dei tassi di mora.

La causa veniva istruita mediante C.T.U. tecnico contabile che rideterminava il credito, tenendo in parte conto delle contestazioni degli attori opponenti. 

Il Giudice dell’opposizione ha, tuttavia, cambiato rotta con la propria decisione, accogliendo le difese conclusive del creditore opposto. 

Preliminarmente, ha richiamato il principio generale secondo cui è onere delle parti di allegare e provare i fatti posti a fondamento delle rispettive pretese, costituendo l’assolvimento di tale onere la base stessa del potere di valutazione del giudice, il quale “deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti“, nonché “i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita“. 

Dalla lettura dell’art. 115 cod. proc. civ., in particolare, letto in combinato disposto con gli artt. 163 e 167 cod. proc. civ., si desume l’onere di allegazione specifica (e tempestiva) in capo alle parti, che consiste nella precisa indicazione dei fatti e dei documenti sui quali tali rispettive pretese sono fondate (e la richiesta dell’assunzione dei relativi mezzi di prova). 

Tale attività è imprescindibile nell’esercizio dell’azione e nella formulazione dell’eccezione, tanto più che il silenzio di una parte sui fatti allegati dall’altra provoca le conseguenze previste dall’art. 115, ed è inderogabile, atteso che il processo civile si fonda su preclusioni rigide.

Nell’ambito dell’opposizione a decreto ingiuntivo, la parte opponente, convenuta in senso sostanziale, ha, in virtù dell’applicazione dei principi generali, l’onere di specifica contestazione dei fatti costitutivi della domanda attorea e non può, dunque, limitarsi alla generica contestazione del quantum del credito. 

Il Giudice dell’opposizione ha ulteriormente osservato che la “non contestazione” -cui è processualmente equiparabile la contestazione generica- è un “comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell’oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, che dovrà astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato e dovrà ritenerlo sussistente, in quanto l’atteggiamento difensivo delle parti espunge il fatto stesso dall’ambito degli accertamenti richiesti” (cfr. Cass. Sez. III, Sentenza n. 10031/2004).

Nel caso di specie, il Tribunale ha rilevato che la parte opponente si era limitata a riferimenti teorici e non aveva neppure depositato un elaborato tecnico di parte al fine di sostanziare le proprie generiche deduzioni.

Ebbene il Giudice dell’opposizione ha concluso che la C.T.U. tecnico contabile richiesta dalla parte attrice opponente non avrebbe neppure dovuto essere ammessa. 

Ha richiamato a sostegno quanto costantemente affermato dalla giurisprudenza di legittimità sull’utilizzo della C.T.U., di cui il giudicante non può servirsi per sopperire alle carenze assertive e probatorie della parte.   

La Suprema Corte ha, difatti, affermato che “Il suddetto mezzo di indagine non può essere disposto al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume ed è quindi legittimamente negato dal giudice qualora la parte tenda con esso a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerta di prove ovvero a compiere un’attività esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati…” (Cass. Civ., sez. II, 15 aprile 2002, n. 5422 nonché, ex multis, Cass. Civ., sez. VI, ordinanza n. 3130 del 08/02/2011).

Alla luce di quanto esposto, il Giudice dell’opposizione si è allontanato dalle conclusioni contenute nella C.T.U. tecnico contabile assunta in corso di causa ed ha respinto l’opposizione, confermando così il decreto ingiuntivo opposto. 

Autore Camilla Capaldo

Associate

Milano

c.capaldo@lascalaw.com

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