12.04.2024 Icon

Legittimazione attiva: la dichiarazione della cedente è decisiva

La vicenda trae origine dall’opposizione a decreto ingiuntivo effettuata da alcuni soggetti, che avevano prestato fideiussione in relazione ad un contratto di conto corrente, con la quale, al fine di ottenere la revoca del provvedimento monitorio, eccepivano la mancata prova della titolarità del credito in capo al creditore ricorrente.

Nello specifico, il credito era stato oggetto di cessioni multiple e, in relazione alla prima delle due cessioni, il creditore aveva a disposizione, quale documentazione probatoria, unicamente l’estratto dell’avviso di avvenuta cessione in blocco dei crediti pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la dichiarazione con cui la società cedente, ex art. 1264 c.c., confermava l’avvenuto trasferimento della posizione creditoria.

La sentenza in commento è rilevante nella misura in cui conferma, soprattutto per quanto riguarda i crediti oggetti di cessioni multiple – per i quali non è sempre possibile o agevole avere a disposizione i contratti di cessione in blocco ed i relativi elenchi dei crediti ceduti (c.d. Annex) – la decisività, ai fini probatori, delle dichiarazioni confessorie effettuate dalla società cedente.

Sul punto, la statuizione del Tribunale di Reggio Emilia non lascia spazio a dubbi di sorta, richiamando altresì anche la recente Giurisprudenza di Legittimità : “Nel caso in esame risulta dimostrato, per via documentale, che il credito oggetto di causa è stato oggetto di cessione, prima da parte della [omissis] in favore dell’[omissis], con effetto dal 18.12.1996, come estratto pubblicato sulla G.U. e da dichiarazione di cessione rilasciata dalla banca cedente, regolarmente comunicata agli attori (docc. 11 e 12 della convenuta), e poi da parte dell’[omissis] in favore della [omissis], con effetto dal 01.12.2017, come da contratto di cessione e da dichiarazione di cessione della banca cedente (docc. 23 e 24 in allegato alla memoria istruttoria della convenuta). Quanto al valore probatorio delle predette dichiarazioni, la giurisprudenza di legittimità ha ben evidenziato che “la dichiarazione del cedente infine notiziata dal cessionario intimante al debitore ceduto con la produzione in giudizio, al pari della disponibilità del titolo esecutivo” è un elemento documentale rilevante, potenzialmente decisivo (Cass. civ., ordinanza n. 10200 del 16/04/2021).

Quanto statuito dal Tribunale di Reggio Emilia è perfettamente coerente con quella che, ormai, deve ritenersi una giurisprudenza consolidata: se il contratto di cessione in blocco dei crediti non è soggetto ad alcuna forma sacramentale o particolare al fine del suo perfezionamento e della sua validità, allora il cessionario, per dimostrare l’avvenuto passaggio della titolarità del credito, può ricorrere a qualunque mezzo di prova, ivi inclusa la dichiarazione di natura confessoria effettuata dalla società cedente.

Alla luce di quanto sopra, il Giudice ha ritenuto sufficiente la prova fornita dal creditore in punto di titolarità del credito oggetto di opposizione e, per l’effetto, ha respinto le tesi proposte dagli opponenti con conseguente conferma del decreto ingiuntivo.

Autore Angelo Alfani

Associate

Milano

a.alfani@lascalaw.com

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