01.12.2023 Icon

Il ‘credito eventuale’ è presupposto per promuovere l’azione revocatoria ordinaria

Con una recentissima pronuncia resa il 30 ottobre 2023 la Corte di Appello di Ancona, ha rilevato che anche il credito eventuale, nella veste di credito litigioso, è idoneo a determinare l’insorgere della qualità di creditore, abilitante all’esperimento dell’azione revocatoria ordinaria avverso l’atto di disposizione compiuto dal debitore

Con giudizio di appello promosso innanzi alla Corte di Appello di Ancona, la parte soccombente in primo grado impugnava la sentenza emessa a definizione di  giudizio per revocatoria ordinaria istaurato dalla Banca con cui il Tribunale di Ancona  accoglieva la domanda attorea, condannando i convenuti alle spese.

Nei motivi di appello, i garanti contestavano la mancata prova dei presupposti dell’azione revocatoria ordinaria e, nel particolare, chiedevano alla Corte di concludere per l’inesistenza di un credito o comunque per l’inesistenza della prova del credito in capo alla Banca .

Come noto, i presupposti per l’accoglimento dell’azione revocatoria sono ‘l’esistenza di un credito in capo a chi agisce in revocatoria, l’effettività del danno, inteso come lesione della garanzia patrimoniale a seguito del compimento da parte del debitore dell’atto o degli atti traslativi, e la ricorrenza, in capo al debitore della consapevolezza che, con gli atti di disposizione, è stata diminuita la consistenza delle garanzie spettanti ai creditori e, e se l’atto di disposizione è a titolo oneroso tale consapevolezza deve essere provata anche in capo al terzo (partecipatio fraudis).’

La Corte di Appello di Ancona,  premettendo che la previsione normativa di cui all’art. 2901 c.c.  ha accolto una nozione lata di credito, comprensiva della ragione o aspettativa, con conseguente irrilevanza dei normali requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, ha affermato che il credito eventuale, nella veste di credito litigioso, è idoneo a determinare l’insorgere della qualità di creditore, abilitante all’esperimento dell’azione revocatoria ordinaria avverso l’atto di disposizione compiuto dal debitore.

Per completezza, la Corte ha richiamato una precedente pronuncia della Cassazione secondo cui ‘Un credito litigioso, che trovi fonte in un atto illecito o in un rapporto contrattuale contestato in separato giudizio, è idoneo a determinare l’insorgere della qualità di creditore abilitato all’esperimento dell’azione revocatoria ordinaria avverso l’atto dispositivo compiuto dal debitore, sicché il relativo giudizio non è soggetto a sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. in rapporto alla pendenza della controversia sul credito da accertare e per la cui conservazione è stata proposta domanda revocatoria, poiché l’accertamento del credito non costituisce l’indispensabile antecedente logico-giuridico della pronuncia sulla domanda revocatoria, né può ipotizzarsi un conflitto di giudicati tra la sentenza che, a tutela dell’allegato credito litigioso, dichiari inefficace l’atto di disposizione e la sentenza negativa sull’esistenza del credito’

Nel caso in esame, posto che sussistevano tutti i presupposti richiesti dall’art. 2901 c.c. la Corte di appello ha respinto i motivi di gravame e ha confermato la sentenza appellata.

Autore Angela Manco

Associate

Milano

a.manco@lascalaw.com

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