26.05.2023 Icon

Conto corrente: il correntista deve provare i pagamenti e l’assenza di causa giustificativa

Con una recentissima pronuncia, resa all’esito di un giudizio instaurato per il preteso accertamento negativo del credito, la Corte d’Appello di Venezia ha ribadito che «il correntista che agisce giudizialmente per l’accertamento giudiziale del saldo deve farsi carico della produzione dell’intera serie degli estratti conto; con tale produzione, difatti, esso assolve all’onere di provare sia gli avvenuti pagamenti che la mancanza, rispetto ad essi, di una valida causa debendi».

La Corte ha richiamato le note pronunce Cass. 7 maggio 2015, n. 9201; Cass. 13 ottobre 2016, n. 20693; Cass. 23 ottobre 2017, n. 24948 Cass. n.11543/19 con cui le medesime hanno chiarito che, la mancata produzione degli estratti conto ostacola la verifica circa l’addebito degli interessi del trimestre precedente nel successivo trimestre ovvero se siano stati per qualche ragione stornati, così come impedisce di accertare se vi siano stati dei versamenti da parte del cliente delle somme dovute a titolo di interessi, con la conseguenza che non avrebbero più prodotto a loro volta interessi.

Nel giudizio in questione l’attore, che nel caso di specie aveva sottoscritto con la Banca un contratto di finanziamento, sosteneva che, la Banca aveva applicato interessi passivi anatocistici, interessi usurari, altri eventuali addebiti non concordati e non conformi alla disciplina di legge.

La Corte d’Appello di Venezia disponeva la CTU e chiedeva al perito di esaminare gli atti e la documentazione versata in causa ossia di quella depositata entro le preclusioni istruttorie e di acquisire ulteriore documentazione solo previo consenso delle parti e autorizzazione del Giudice, al fine di verificare la sussistenza di pagamenti solutori, e in caso affermativo, di individuare per ciascun pagamento solutorio riscontrato in quale misura l’importo risultava a detta data a pagamento di poste pregresse annotate a debito.

Una volta concluso l’accertamento di cui sopra, il CTU, verificata nel contraddittorio la documentazione ritualmente prodotta ne riscontrava l’incompletezza e alla luce delle carenze documentali emerse, il Collegio revocava l’ordinanza di ammissione della consulenza tecnica d’ufficio

La Corte rilevava che l’attore non aveva prodotto, per l’intero periodo contestato, gli estratti conto scalari e rigettava l’istanza attorea circa l’ordine di esibizione della predetta documentazione alla Banca ex art. 210 c.p.c.

Sul punto la Corte d’Appello di Venezia, stante la mancanza degli estratti conto analitici per intere annualità, escludeva l’utilizzo di strumenti alternativi atti a ricostruire le movimentazioni intercorse in relazione ai periodi non documentati.

Inoltre, la Corte dichiarava l’inammissibilità del ricorso all’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. richiesto da parte attrice, considerato che in precedenza essa non aveva esercitato la preliminare facoltà di cui all’art.119 comma 4 TUB.

Infatti, tale norma attribuisce al correntista il diritto di ottenere dall’istituto di credito copia della documentazione contabile su singole operazioni.

Per questa ragione, il correntista, secondo la Corte d’Appello di Venezia, avrebbe dovuto preliminarmente richiedere alla Banca la trasmissione della suindicata documentazione, in quanto lo stesso ha diritto di ottenere gli estratti conto direttamente dall’istituto di credito, ma non per il tramite del Giudice, ai sensi dell’articolo 210 c.p.c., se non nei casi in cui la Banca, a seguito della richiesta del correntista, si renda inadempiente al proprio obbligo.

La Corte d’Appello di Venezia ha quindi ritenuto infondata la pretesa domanda di ricalcolo del saldo e di restituzione svolta dall’attore, dal momento che, in armonia con quanto stabilito dalle citate sentenze della Corte di Cassazione, ha sottolineato l’onere del correntista di produrre gli estratti conto al fine di provare sia gli avvenuti pagamenti che la mancanza, rispetto ad essi, di una valida causa debendi.

Autore Angela Manco

Associate

Milano

a.manco@lascalaw.com

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