09.11.2022 Icon

Ritardato trasferimento del dossier titoli: la Banca non è tenuta al pagamento di alcuna penale

La recentissima – quanto rivoluzionaria – decisione del Collegio di Bologna ha riguardato l’eventuale applicabilità dell’indennizzo previsto dalla normativa sulla c.d. portabilità dei servizi a pagamento al mancato trasferimento di titoli, nonché mancata chiusura di un conto corrente bancario.

In particolare, la vicenda si è incentrata sulla normativa di cui all’art. 126-septiesdecies TUB, il quale prevede che, in caso di mancato rispetto degli obblighi e dei termini per il trasferimento dei servizi di pagamento, spetti in via automatica una penale di € 40,00 (importo poi maggiorato per ogni giorno di ritardo).

Nel caso di specie, parte ricorrente era titolare di un dossier di titoli e di un conto corrente bancario ed aveva chiesto nel mese di luglio 2021 il trasferimento del suddetto dossier, con contestuale chiusura del conto, nonché trasferimento del saldo in giacenza verso altro intermediario.

A fronte della mancata risposta della Banca, la ricorrente aveva inviato, sia nel mese di settembre che nel mese di ottobre 2021, due diffide ad adempiere, solamente a seguito delle quali avveniva il trasferimento integrale del dossier di titoli; la chiusura del conto invece avveniva qualche mese dopo.

Il Collegio di Bologna, nella pronuncia in commento, ha avuto modo di sottolineare come la norma in questione fosse dettata con specifico riferimento al ritardo nel trasferimento dei servizi di pagamento e non fosse pertanto estensibile al ritardo nel trasferimento del deposito titoli, il quale non ha funzione di pagamento ma di gestione.

Sul tema è stata poi richiamata l’importante pronuncia del Collegio di Coordinamento n. 26297/2019 (che si è posta, a sua volta, in netto contrasto con l’indirizzo assunto dalla vigilanza bancaria) che ha sancito l’inapplicabilità dell’indennizzo in questione al conto corrente bancario, essendo il medesimo strutturalmente differente rispetto al conto di pagamento, il quale viene acceso presso i prestatori di servizi di pagamento ed è definito come «un conto detenuto a nome di uno o più utenti di servizi di pagamento che è utilizzato per l’esecuzione delle operazioni di pagamento».

Sul punto l’Arbitro ha precisato che in relazione ai profili soggettivi del tenutario il conto di pagamento presenterebbe da un lato le caratteristiche strutturali del conto corrente ordinario (posto che il tenutario può non essere una Banca); in relazione, invece, ai profili oggettivi lo stesso presenterebbe le caratteristiche del conto corrente bancario in quanto i crediti reciproci del correntista non sarebbero inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto stesso.

Pertanto, posto che il ricorrente non avrebbe potuto giovarsi dell’indennizzo stabilito ai sensi dell’art. 126-septiesdecies TUB (inapplicabile al caso di specie), ma al più di una mera richiesta sussidiaria di risarcimento danni (la quale comunque, nel caso in esame, non era stata provata), il Collegio non ha ritenuto meritevole di accoglimento il ricorso in questione.

Autore Chiara Ciotti

Associate

Milano

c.ciotti@lascalaw.com

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