02.02.2022 Icon

La segnalazione in CRIF e gli obblighi dell’intermediario

Con una recente decisione, il Collegio territoriale di Bologna si è pronunciato sul ricorso promosso da un cliente, che aveva sottoscritto un finanziamento con l’intermediario resistente lamentando di essere stato segnalato in SIC, in ragione dei plurimi ritardi nel versamento delle rate del predetto finanziamento stipulato nell’anno 2015.

La doglianza della parte ricorrente veniva suffragata dalla circostanza che detta segnalazione non era mai stata preceduta da alcun preavviso.

Non si contestava dunque, nel caso di specie, il requisito sostanziale della segnalazione – anche se il Collegio rilevava come l’intermediario avesse comunque dato prova della trasmissione dei solleciti, nonché costituzioni in mora nei confronti del cliente (circostanza che rendeva senz’altro integrato il primo dei due requisiti che, per pacifica giurisprudenza ABF devono sussistere per la legittimità della segnalazione).

Secondo la difesa del ricorrente, mai prima della segnalazione, era stato notificato alcun preavviso di iscrizione del proprio nominativo al SIC, asserendo dunque una violazione da parte della resistente dell’art. 4, comma 7, del Codice Deontologico degli intermediari finanziari, con conseguente richiesta di cancellazione del proprio nominativo dagli archivi e, in via subordinata, la corresponsione delle spese legali.

Il Collegio ha respinto il ricorso proposto, rilevando come l’intermediario resistente avesse assolto all’onere formale relativo al preavviso di segnalazione attraverso la produzione della documentazione relativa alla notifica attraverso il servizio cd. “posta time”.

Nel caso di specie, la normativa che viene in rilievo è quella dell’art 125, comma 3, TUB, nel testo modificato dall’art. 1 d.lgs. n. 141/2010 (il quale prevede che i «finanziatori informano preventivamente il consumatore la prima volta che segnalano a una banca datile informazioni negative previste dalla relativa disciplina. L’informativa è resa unitamente all’invio di solleciti, altre comunicazioni, o in via autonoma»), nonché l’art. 4, comma 7, del Codice Deontologico degli intermediari finanziari, il quale recita che «al verificarsi di ritardi nei pagamenti, il partecipante, anche unitamente all’invio di solleciti o di altre comunicazioni, avverte l’interessato circa l’imminente registrazione dei dati in uno o più sistemi di informazioni creditizie. I dati relativi al primo ritardo di cui al comma 6 possono essere resi accessibili ai partecipanti solo decorsi almeno quindici giorni dalla spedizione del preavviso all’interessato».

La disciplina in esame, dunque, prescrive un vero e proprio obbligo in capo all’intermediario di avvertire l’interessato, «anche unitamente all’invio di solleciti o altre comunicazioni», in ordine all’imminente registrazione dei suoi dati nei sistemi informativi creditizi al verificarsi dei ritardi nei pagamenti.

La ratio di tale normativa è data dalla funzione dello stesso preavviso, che è quella di consentire al cliente di non incorrere nella segnalazione al Crif, o perché il medesimo provvede alla contestazione dello stesso presupposto su cui si fonda la segnalazione o perché, medio tempore, provvede alla regolarizzazione della sua posizione.

Con la decisione in esame, si evince come il Collegio di Bologna aderisca chiaramente all’indirizzo per cui non sussiste un obbligo in capo alla Banca di trasmettere detto preavviso attraverso lettera raccomandata o altro mezzo equivalente.

Infatti, sulla questione in ordine a quali siano i mezzi di comunicazione idonei a trasmettere l’avviso de qua, in assenza di una chiara disciplina nella legge speciale, è opportuno far ricorso ai principi generali del nostro ordinamento, che prevedono un delicato quanto collaudato equilibrio tra l’onere di provare, da un lato, che la comunicazione sia stata ricevuta in capo al mittente e l’esigenza, dall’altro, di non imporre oneri eccessivamente gravosi di assolvimento.

Ne deriva che dal mancato invio tramite raccomandata o mezzo equipollente non può quindi conseguire automaticamente una valutazione di illegittimità della susseguente segnalazione, posto che, in assenza di prescrizioni normative circa la forma che debba avere tale specifica comunicazione, l’intermediario segnalante può certamente inviare il preavviso mediante posta ordinaria ed in caso di contestazione di ricezione da parte del cliente può comunque dimostrare con ogni mezzo probatorio (dunque anche ricorrendo ad indizi desumibili dalle modalità di svolgimento del rapporto) l’avvenuta recezione del preavviso stesso da parte del cliente segnalato sulla base di tutti gli elementi di conoscenza dei fatti che gli atti della controversia offrono.

La pronuncia resa dal Collegio di Bologna si inquadra in quell’orientamento consolidato nella giurisprudenza ABF, in virtù del quale «detta segnalazione può ritenersi legittima al ricorrere di due presupposti: la veridicità dei fatti di inadempimento segnalati ed il rispetto delle prescrizioni procedurali che impongono al segnalante di preavvisare il segnalando della sua prossima iscrizione in una centrale dei rischi» (cfr., ex multis, ABF Napoli n. 3023/2016, che a sua volta richiama ABF Napoli nn. 140/2013 e 3884/2014).

Il Collegio di Bologna, ritenendo assolto l’onere della resistente in ordine all’invio dell’avviso di segnalazione mediante il servizio Posta Time, si pone in adesione alla precedente giurisprudenza ABF (ex multis, cfr. Collegio di Napoli n. 3023 del 2016) secondo la quale il servizio Posta Time garantisce «la certezza della consegna della corrispondenza alla data e nel luogo indicati. Ed infatti, tale sistema prevedeche in caso di mancato recapito sia riportata la causale di mancata consegna, con una delle seguenti diciture: “Destinatario trasferito; Destinatario irreperibile; Destinatario deceduto; Destinatario sconosciuto; Indirizzo inesistente; Indirizzo insufficiente; Indirizzo inesatto».

Posto che, nel caso di specie la parte resistente ha debitamente provato di aver inviato il preavviso di segnalazione, la stessa ha pienamente rispettato gli adempimenti procedimentali posti a suo carico, con conseguente reiezione del ricorso.

ABF, Collegio di Bologna, 06 dicembre 2021, n. 24746

Chiara Ciotti – c.ciotti@lascalaw.com

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