30.03.2022 Icon

Decreto liquidità: obbligo di erogazione del finanziamento da parte dell’intermediario?

Il caso trattato dal Collegio di Roma, con decisione n. 714 dell’11 gennaio 2022, è relativo al ricorso presentato da una società contro un intermediario finanziario a seguito del diniego di quest’ultimo, ritenuto immotivato, alla concessione di un finanziamento ex art. 13, comma 1, lettera m. del D.L. 8 aprile 2020 n. 23, c.d. finanziamento Covid.

La società nel proprio ricorso sosteneva il comportamento contrario a correttezza e buona fede dell’intermediario sulla base del fatto che quest’ultimo, oltre a disattendere l’obbligo di erogazione del finanziamento ai sensi del D.L. 23 /2020, aveva negato la concessione dello stesso nonostante il Fondo di garanzia avesse deliberato positivamente; il ricorrente domandava pertanto il risarcimento dei danni.

Il Collegio, chiamato a decidere sulla questione, ha dapprima escluso l’obbligo da parte degli istituti finanziari a erogare il finanziamento ai sensi del D.L. 8 aprile 2020 n. 23, posto che gli intermediari non sono esonerati “dall’effettuare la valutazione del merito creditizio dei soggetti richiedenti i finanziamenti assistiti dalla garanzia del fondo. Tale valutazione – da svolgersi attraverso specifiche procedure adottate in conformità̀ ai principi contenuti nella Parte I, Titolo IV, Capitolo 3, della Circolare della Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013, come successivamente modificata – è infatti finalizzata ad assicurare la sana e prudente gestione della banca e a salvaguardare il sistema bancario, oltre che, nel caso specifico, anche le risorse pubbliche impegnate a titolo di garanzia”.

Il Collegio, a supporto della propria motivazione, richiama ulteriori due pronunce rese dello stesso arbitro.

La prima del Collegio di Milano, n. 23489 del 22.12.2020, nella quale viene indicato che “gli intermediari non paiono essere stati esonerati da alcun tipo di responsabilità (civile, penale, eventualmente amministrativo-contabile) sorgente dalla previsione di una garanzia pubblica a copertura dell’importo finanziato: le banche, in caso di mancata verifica della clientela e di difetto della dovuta diligenza professionale, restano apparentemente esposte al rischio di perdere la garanzia dello Stato, nonché di essere chiamate a rispondere per quanto attiene ad eventuali reati fallimentari e per responsabilità extracontrattuale”.

La seconda pronuncia richiamata, invece, è quella del Collegio di Roma, che con decisione n. 1801/2021, disponeva che “l’art. 13 del decreto liquidità non ha introdotto alcun diritto del debitore ad ottenere il finanziamento una volta ottenuto l’assenso alla concessione della garanzia pubblica, posto che la banca mantiene pur sempre la facoltà di decidere se erogare il finanziamento secondo le proprie procedure 

In conclusione, il Collegio sulla scorta delle sopra indicate motivazioni – ritendo inoltre di escludere il comportamento non conforme a buona fede dell’intermediario nella gestione della pratica, posto che non aveva tenuto comportamenti tali da ingenerare un affidamento nell’esito positivo dell’erogazione del finanziamento – ha respinto la richiesta risarcitoria formulata dal ricorrente.

Collegio di Roma, decisione n. 714 dell’11 gennaio 2022

Michele Mainetti m.mainetti@lascalaw.com

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