19.05.2023 Icon

Il rating per lo sviluppo e la crescita delle PMI

Secondo un recente studio condotto da Assolombarda, è necessario che anche le PMI italiane superino la storica diffidenza nei confronti del rating e inizino a confrontarsi più consapevolmente con questo strumento come elemento necessario per migliorare l’accesso al credito e la propria competitività.

Quando si parla di rating si intende l’apprezzamento espresso da un’agenzia esterna ed indipendente sulle capacità di un’emittente (Stati, imprese, banche) di far fronte al rimborso del capitale e al pagamento degli interessi relativi all’emissione di titoli obbligazionari. Tale valutazione rappresenta, quindi, per i mercati, un’importantissima indicazione sul grado di solvibilità e sul rischio relativo ad ogni emissione.

Negli ultimi anni, il rating ha assunto un ruolo centrale per la crescita e lo sviluppo delle imprese poiché aumenta l’informazione e la trasparenza del mercato, favorendo così l’entrata delle imprese nel mercato dei capitali svincolandosi dalla totale dipendenza dal credito bancario.

Sappiamo che, ad oggi, il rating è una pratica normalmente limitata alle grandi imprese che fanno abitualmente ricorso al mercato internazionale dei capitali per finanziarsi e, quindi, hanno bisogno di uno strumento che trasmetta ai mercati un giudizio di affidabilità.

Le motivazioni che hanno condotto Assolombarda ad approfondire la relazione tra le PMI e l’accesso al mercato dei capitali tramite il rating sono da ricercare nella volontà di conoscere le cause del debole sviluppo di questo strumento per le PMI e di verificare la possibilità di renderlo più efficace, anche in un’ottica di crescita dimensionale e di internazionalizzazione. Secondo l’analisi, negli anni sono intervenuti diversi cambiamenti, tanto che non si può più parlare di un unico modello di rating. Al rating – per così dire – tradizionale, che tiene in considerazione le sole variabili economico-finanziarie, si affianca il rating ESG (o rating di sostenibilità) che certifica la solidità di un’emittente anche dal punto di vista delle performance ambientali, sociali e di governance. Inoltre, all’utilizzo più “classico” legato ai requisiti patrimoniali bancari, si sono affiancati usi più industriali.

Il vicepresidente di Assolombarda, Paolo Gerardini, ha definito il rating “uno strumento di managerializzazione”, che può rappresentare anche per le PMI un impulso per operare scelte strategiche e finanziarie finalizzate alla crescita e alla sostenibilità, a patto che però evolva e migliori. Per la diffusione e l’utilizzo più consapevole delle tecniche di rating, secondo l’associazione, le PMI dovranno dotarsi di strumenti di analisi dei dati di bilancio, controllare la propria Centrale Rischi, calcolare mensilmente il rating del Fondo di Garanzia.

Esiste quindi da parte degli imprenditori e degli operatori finanziari la percezione dell’utilità e della necessità di attivare un servizio di rating anche per le PMI, ma sembra ancora lunga la strada da fare per eliminare gli ostacoli che impediscono di far decollare questo strumento.

Autore Federica De Biase

Associate

Milano - UniQLegal

Federica.debiase@uniqlegal.it

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