12.01.2024 Icon

Il 2023 segna la crescita delle liquidazioni giudiziali

È passato quasi un anno da quando l’Eurostat pubblicava i dati raccolti nel 2022 da cui emergeva che nel corso dell’ultimo trimestre si era assistito all’interno dell’Unione Europea a una sensibile crescita (+26%) del numero dei fallimenti rispetto a quelli fatti segnare durante il terzo trimestre del medesimo anno.

Tale incremento accumunava tutti i Paesi UE, fatta eccezione per sei di essi tra i quali spiccava, oltre alla Francia, l’Italia dove si registrava, contro ogni pronostico, una riduzione dei fallimenti (-12%).

Ci si domandava, dunque, se e quando nel nostro Paese il numero dei fallimenti – ora liquidazioni giudiziali – si sarebbe nuovamente attestato sui livelli pre-Covid.

Specie in considerazione del paper diffuso a inizio 2022 da Bankitalia che prevedeva, al netto delle misure di contenimento della crisi adottate dai diversi Governi succedutesi, una crescita esponenziale dei casi di insolvenza.

Pare che il 2023 possa considerarsi l’anno della svolta o, almeno, dell’inversione di rotta.

Un recente studio pubblicato dall’Osservatorio Cherry Sea mostra infatti che, sebbene si sia rimasti lontano rispetto ai livelli del 2019 (11.108), il numero delle liquidazioni giudiziali aperte e dei fallimenti dichiarati nel corso del 2023 abbia conosciuto una crescita del 26% rispetto al 2022, toccando quota 7.737 unità.

Un valore, ancorché di poco, inferiore se confrontato con il dato 2021 (8.996), ma lievemente superiore rispetto a quello fatto segnare nel 2020 (7.596).

In particolare, il numero delle liquidazioni giudiziali risulta essere aumentato in tutte le Regioni, con un picco dell’85% in Friuli, eccezion fatta per la Calabria dove si è registrato un calo del 6%.

A livello di Tribunali la classifica è guidata da Milano con 638 procedimenti aperti (+39%), seguita da Roma (629) e Torino (265), anche se l’incremento maggiore ha interessato Busto Arsizio (+152%).

Sul fondo della classifica, invece, si trovano Cagliari (100), Vicenza (101) e Bologna (104).

Ad una crescita del numero delle nuove liquidazioni giudiziali aperte ha corrisposto anche un incremento delle istanze di accesso alla composizione negoziata depositate nel corso del 2023.

A distanza di un anno dalla sua entrata in vigore, sulla base de dati aggiornati il 16 novembre 2023[1], risulta che sono state depositate 562 domande di nomina dell’Esperto contro le 475 presentate nel 2022 per un incremento – sulla base di informazioni raccolte ad anno non ancora concluso – pari al 18%.

Anche in questo caso la classifica è cappeggiata dalla Lombardia (22%), seguita a ruota dal Lazio (13%) ed Emilia-Romagna (9%).

C’è da chiedersi, pertanto, se il trend proseguirà anche nel 2024.

Certamente, i dati sulla crescita industriale, le previsioni economiche (Pil in calo) e le informazioni che giungono da oltre Oceano (+18% i fallimenti dichiarati negli Stati Uniti) non sono confortanti, ma i principali analisti, confidando nel probabile allentamento delle politiche monetarie che dovrebbe ridare fiato al tessuto imprenditoriale, guardano con fiducia al prossimo futuro.


[1] https://www.unioncamere.gov.it/crisi-di-impresa/composizione-negoziata-la-soluzione-della-crisi-dimpresa-0

Autore Frank Oltolini

Associate

Milano

f.oltolini@lascalaw.com

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