24.11.2023 Icon

A breve nuove regole per l’erogazione del credito alle imprese

Mancano poco più di sei mesi all’ora X.

Entro il 30 giugno 2024 le banche dovranno, infatti, adeguarsi alle nuove linee guida Eba dettate in tema di concessione del credito.

Tant’è che recentemente la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha diffuso un report dal titolo “L’informativa economico-finanziaria e la bancabilità delle Pmi: indicazioni EBA-Glom e spunti operativi”.[1]

Ma cosa significa per le imprese?

Un cambiamento radicale, da affrontare in uno scenario non certo semplice come quello attuale caratterizzato dall’incremento del costo del denaro (+5,35% a settembre 2023) e da una evidente stretta creditizia (-6,7% rispetto al 2022).

Per ottenere, infatti, accesso al credito bancario non sarà più per loro sufficiente condividere i dati di bilancio o, lato imprese in regime di contabilità semplificata, meri elementi contabili.

Dovranno assicurare alle banche, che saranno chiamate a ragione secondo una prospettiva looking forward, un continuo flusso informativo per la costante verificare del merito creditizio.

Non basterà, pertanto, fornire una fotografia passata dello stato dell’impresa o prestare garanzie, ancorché solide.

Da un punto di vista pratico si dovrà necessariamente tradurre nell’inoltro di prospetti di bilancio relativi a un arco temporale ragionevole, nella trasmissione di business plan accurati, in proiezioni finanziarie e nella condivisione di informazioni anche non prettamente di natura economica come, ad esempio, la pendenza di contenziosi di particolare importanza, il rischio di perdere un cliente strategico o risorse umane di fondamentale importanza.

Elementi che permetteranno alle banche di “(…) valutare il merito creditizio del cliente (…)” sulla base di “una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro del cliente e non sulla garanzia reale disponibile”.

Mutamento di prospettiva che deve essere interpretato anche alla luce delle novità introdotte dal CCII e, in particolare, in tema di obbligo – in vigore dal 16/03/2019 – per tutte le imprese, senza distinzione dimensionale, di dotarsi degli adeguati assetti.

È facile, infatti, presumere che un’impresa compliance rispetto all’obbligo di cui all’art. 2086, co. 2, c.c. avrà maggiori prospettive di accesso al credito – a costi più vantaggiosi – rispetto ad una che, invece, non si è ancora adeguata al nuovo obbligo di legge.

Autore Frank Oltolini

Associate

Milano

f.oltolini@lascalaw.com

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