18.11.2025 Icon

Il primato della composizione negoziata

Al convegno “La composizione negoziata della crisi di impresa: il bilancio di 4 anni” del 13.11.2025 organizzato da Unioncamere, sono stati diffusi i dati aggiornati della Composizione Negoziata della Crisi.

Dalla lettura dei dati può serenamente affermarsi che oggi la composizione negoziata è il principale strumento di soluzione della crisi di impresa.

Le elaborazioni presentate sono aggiornate al 15 ottobre 2025 (cfr. comunicato stampa Unioncamere del 13.11.2025).  

Numeri record per il 2025: aumentano istanze e tasso di successo

Nel 2025, sono aumentate sensibilmente il numero delle istanze presentate: 3.483 complessive, +1.623 rispetto a novembre 2024 grazie a una crescita incrementale nei primi tre trimestri del 2025.

Dato ancor più interessante è che nel 2025 sono raddoppiati i casi di successo dell’istituto, passando dai 205 dello scorso anno ai 410, e il tasso di successo, in media del 20%, ha raggiunto il 25% nell’ultimo trimestre del 2025. Sul totale delle istanze presentate, 2.043 risultano archiviate mentre 210 sono state rifiutate. Le istanze attualmente in gestione presso i vari Esperti incaricati sul territorio nazionale sono 1.230.

A livello geografico, la maggior parte delle istanze si concentra nel Nord Italia (53%), con Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Veneto che insieme superano il 50% del totale.

Le piccole imprese restano ai margini dello strumento

Delle 3.483 imprese che hanno fatto accesso allo strumento, solo il 4% appartiene alla categoria di imprese “sottosoglia” (con ricavi minori di 200mila euro; attivo patrimoniale inferiore a 300mila euro; debiti inferiori a 500mila euro). Tali dati dimostrano come la composizione negoziata continui a rilevarsi poco attrattiva ed anche poco efficace per le piccole imprese: il tasso di successo in questo caso è pari al 9%, ben al di sotto del livello medio.

Le analisi condotte confermano che uno dei principali elementi di forza della composizione negoziata è rappresentato dalle tempistiche di svolgimento della procedura che, per espressa previsione normativa, sono più rapide e contenute rispetto a quelle giudiziali delle procedure concorsuali.

Durata contenuta, ma la proroga resta necessaria

Per quanto attiene la durata, infatti, le composizioni negoziate durano, in media, 228 giorni (224 nel 2024) ed il 64% delle imprese continua ad avvalersi della proroga. Le tempistiche necessarie per giungere a una chiusura favorevole della composizione negoziata sono mediamente di 320 giorni e quasi la totalità delle imprese (circa l’86%) necessita, infatti, di più di sei mesi per concludere il procedimento.

Nei casi di esito sfavorevole, invece, la durata media è di 207 giorni con il 51% di imprese che, nonostante poi le trattative non vadano a buon fine, ricorre alla proroga.

La maggior parte delle imprese che hanno concluso positivamente la procedura ha sede in Lombardia e, a seguire, in Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Toscana.

I settori economici più rappresentati sono le attività manifatturiere (22,6%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (20,8%) e le costruzioni (15,2%). Il numero di addetti convolti nei processi di risanamento è di oltre 22.800; il valore medio di addetti per impresa è 70 e, nelle classi dai 10 addetti in su, si concentra oltre il 59% delle imprese, di cui il 16% presenta un numero di addetti superiore a 100.Il valore medio della produzione delle imprese considerate, invece, è di circa 16 milioni di euro.

Si tratta di dati che confermano il trend in costante crescita dello strumento e che a maggior ragione oggi confermato che la composizione negoziata è il primo degli strumenti di risoluzione della crisi d’impresa.

Autore Luca Scaccaglia

Managing Associate

Milano

l.scaccaglia@lascalaw.com

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