21.11.2025 Icon

Consiglio e Parlamento hanno raggiunto l’accordo provvisorio sull’armonizzazione in materia di insolvenza

L’accordo raggiunto

Il Consiglio dell’Unione europea, con un comunicato stampa pubblicato nella tarda serata del 19 novembre, rende noto come la presidenza danese del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo abbiano raggiunto un accordo provvisorio sulla direttiva volta ad armonizzare alcuni aspetti del diritto concorsuale.

Le nuove misure comuni vogliono rendere l’Unione europea più attraente per gli investitori transfrontalieri, nonché massimizzare il valore che i creditori possono recuperare dall’impresa insolvente e aumentare l’efficienza delle procedure di insolvenza.

Le nuove misure comuni

In primo luogo verranno dettate regole minime di armonizzazione in materia di azioni revocatorie, come noto volte a tutelare la massa concorsuale dall’illegittima sottrazione di attivo.

Ancora, sarà rafforzata la tracciabilità dei beni appartenenti alla massa concorsuale, a fronte dell’accessibilità, da parte di autorità interne designate, a registri nazionali e transnazionali dei conti bancari. Oltre all’accessibilità, per i Curatori, a registri sulla titolarità effettiva e ad altri registri e banche dati pertinenti, indipendentemente dal Paese membro di appartenenza.

Gli Stati membri saranno poi tenuti a prevedere una cosiddetta procedura pre-pack, in base alla quale la vendita dell’azienda del debitore viene predisposta e negoziata prima della formale apertura della relativa procedura di insolvenza.

Verranno armonizzati anche gli obblighi degli amministratori, i quali dovranno chiedere l’avvio di una procedura di insolvenza nel termine di tre mesi dalla conoscenza della situazione di difficoltà economico-finanziaria della società, salvo che adottino misure alternative che offrano ai creditori una protezione equivalente. Ciò sempre nell’ottica di massimizzare il soddisfacimento dei creditori in sede concorsuale.

Ancora, verranno armonizzate alcune caratteristiche del comitato dei creditori, nell’ottica di distribuire correttamente quanto recuperato e di rafforzare il coinvolgimento dei creditori. Gli Stati membri potranno, tuttavia, limitare l’istituzione del comitato alle grandi imprese.

Infine, in tema di trasparenza delle procedure nazionali di insolvenza, i Paesi dell’UE avranno l’obbligo di fornire una scheda informativa che descriva le principali caratteristiche della normativa interna in tema di insolvenza e che verrà pubblicata sul portale europeo E-Justice in inglese, francese e tedesco, oltre che nella lingua nazionale interessata (se diversa).

I prossimi passi

L’accordo dovrà ora essere confermato da entrambe le istituzioni e, quindi, adottato formalmente.

Gli Stati membri avranno due anni e nove mesi per recepire la direttiva.

Autore Roberta Maria Pagani

Partner

Milano

r.pagani@lascalaw.com

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