05.10.2022 Icon

8° Pillola: L’esdebitazione

Cari Lettori, completo con questa Pillola il nostro veloce excursus sulle novità introdotte dal Codice della Crisi. Naturalmente resto a Vostra disposizione per approfondire particolari temi di interesse (ogni suggerimento è ben accetto) e, comunque, nei prossimi mesi monitoreremo il panorama giurisprudenziale e vi aggiorneremo sulle prossime novità.

Per quanto concerne le novità in tema di esdebitazione, si segnala che:

  • la dichiarazione di esdebitazione del Tribunale è operata d’ufficio se avviene in sede di chiusura della procedura; occorre la domanda del debitore qualora siano trascorsi tre anni e la procedura non sia ancora chiusa; 
  • il debitore ha diritto di conseguire l’esdebitazione decorsi tre anni dal momento dell’apertura della liquidazione; se la procedura si chiude prima, si potrà ottenere l’esdebitazione con il provvedimento di chiusura;
  • si riduce il periodo temporale minimo che deve intercorrere tra una “esdebitazione” e l’altra (5 anni anziché gli 8 o i 10 precedentemente previsti) e viene introdotto il limite ostativo delle due esdebitazioni;
  • viene introdotta la possibilità di esdebitazione per le società, sia di persone sia di capitali (art. 278 CCII) e viene precisato che le condizioni di cui all’art. 280 CCII devono essere valutate con riferimento ai soci illimitatamente responsabili e ai legali rappresentanti;
  • l’esdebitazione della società ha efficacia anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili;
  • l’esdebitazione non è più subordinata alla soddisfazione, almeno parziale, dei creditori;
  • Il termine per proporre reclamo è di 30 giorni (e non più di 10 giorni).

In particolare, al momento dell’emissione del decreto di chiusura della procedura spetta al Tribunale la dichiarazione automatica di inesigibilità, nei confronti del debitore, dei debiti concorsuali non soddisfatti, previa verifica della sussistenza delle condizioni per la concessione dell’esdebitazione e sentiti gli organi della procedura. Su istanza presentata dal debitore, il Tribunale può provvedere direttamente, purché siano trascorsi almeno tre anni dall’apertura della procedura.

L’esdebitazione non è più subordinata al soddisfacimento, almeno parziale, dei creditori. Il Codice tuttavia prevede, quali nuove condizioni di ammissibilità, che il debitore non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per l’esdebitazione e che il medesimo debitore non abbia già beneficiato dell’esdebitazione per due volte.

Il decreto che dichiari l’esdebitazione è iscritto nel Registro delle Imprese su richiesta del Cancelliere (art. 281 CCII).

Autore Luciana Cipolla

Partner

Milano

l.cipolla@lascalaw.com

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