07.09.2023 Icon

Il collegio sindacale comunica alla Consob tutte le irregolarità

Con la sentenza n. 25336 del 28 agosto 2023, la Corte di cassazione ha affermato l’obbligo per il collegio sindacale delle società quotate di comunicare alla Consob qualsiasi irregolarità riscontrata nel corso della loro attività di controllo, indipendentemente dal livello di gravità attribuita.

Nella vicenda che ha occupato la Suprema Corte, l’amministratore delegato di una società quotata aveva proceduto, in forza delle deleghe conferitegli, a sottoscrivere un prestito obbligazionario con una società di cui era amministratore un componente del Consiglio di amministrazione.

Il collegio sindacale comunicò alla Consob l’operazione, ma aveva omesso di riferire della sussistenza di un potenziale conflitto di interesse.

Per questa ragione, la Consob contestò ai sindaci la violazione dell’art. 149, 3° c., TUF (secondo cui «Il collegio sindacale comunica senza indugio alla CONSOB le irregolarità riscontrate nell’attività di vigilanza») e irrogò loro una sanzione pecuniaria ex art. 193, 3° c., TUF.

La tesi dei sindaci, che avevano promosso opposizione, era che la mancata comunicazione di quel fatto fosse sostanzialmente irrilevante, in quanto l’amministratore dell’emittente aveva già comunicato la sua qualità in una riunione del Consiglio di amministrazione della quotata.

La Suprema Corte, riprendendo anche un precedente orientamento (cfr. Cass. n. 12110/2018, 3251/2009) ha però obiettato che la legge non demanda ai sindaci alcuna valutazione preventiva sulla rilevanza delle irregolarità riscontrate, funzionale a selezionare quelle da comunicare o meno alla Consob: i sindaci hanno infatti il dovere di comunicare tutte le irregolarità riscontrate.

Ciò, oltre ad apparire in linea con la lettera della disposizione (posto che non fa distinzione tra le informazioni da trasmettere), viene ritenuto coerente con l’esigenza di evitare che i sindaci debbano effettuare valutazioni di rilevanza delle irregolarità da segnalare, inevitabilmente opinabili, con il rischio di pregiudicare la completa e tempestiva informazione della Consob sull’andamento delle società vigilate.

L’interpretazione che offre la Cassazione dell’art. 149 TUF sembra alquanto rigida, imponendo al collegio sindacale di riferire alla Consob qualsiasi irregolarità che dovesse emergere durante la gestione, anche se ritenuta solo potenziale, lieve o incapace di produrre conseguenze dannose. In questo caso si potrebbe originare pure un rischio di overcommunication, con il rischio di pregiudicare la capacità della Consob di avere un quadro chiaro dell’andamento delle società quotate.

Autore Simone Mascelloni

Associate

Milano

s.mascelloni@lascalaw.com

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