29.06.2022

Da Essilux a Mediobanca I piani del patron nelle mani di Milleri

  • La Repubblica

Chi li ha conosciuti da vicino sostiene che Francesco Milleri e Leonardo Del Vecchio si sono piaciuti fin da subito, perché avevano in comune la passione per il lavoro e la stessa visione del fare impresa che guarda oltre gli obiettivi del trimestre. Milleri è l’uomo che ha portato Del Vecchio e Luxottica nel nuovo secolo introducendo – da consulente – il sistema gestionale Sap in azienda: non stupisce che sia stato scelto dall’imprenditore come il suo erede morale in Essilor Luxottica, di cui era già amministratore delegato e ieri ha assunto anche la presidenza, così come in Delfin, dove diventerà uno dei cinque amministratori della finanziaria. Posizioni da cui il manager porterà avanti i progetti lasciati sul tavolo Del Vecchio, sia in campo industriale che finanziario.

Prima dell’avvento di Milleri i magazzini di Agordo non si parlavano con i negozi negli Usa. Dopo la rivoluzione informatica ogni stanghetta, cerniera e montatura prodotta erano catalogate in modo da massimizzare il servizio al clienti e ridurre gli sprechi. È stata Nicoletta Zampillo a presentare Milleri al maritonel 2006; ma solo dieci anni dopo Del Vecchio ha chiesto al fondatore della Mea (Milleri e associati) di occuparsi a tempo pieno di Luxottica, di cui fino ad allora era stato un consulente esterno e un membro del consiglio di amministrazione. Dal gennaio 2017 Milleri assume sempre più cariche nel gruppo, diventa prima vice presidente, poi ad di Luxottica e poi ad di Essilor Luxottica nel 2021.Milleri è stato il manager che ha aiutato Del Vecchio a realizzare quello che lui definiva il suo sogno: le nozze con il gigante francese delle lenti Essilor, operazione chiamata in codice “Monnalisa” che Del Vecchio aveva studiato in passato insieme al precedente ad Andrea Guerra, ma che non era riuscito a finalizzare. Milleri ha fatto da ponte con Paul du Saillant, tra mercato e istituzioni, tra Italia e Francia, lavorando per una coabitazione non semplice tra Del Vecchio e lo storico manager del gruppo Hubert Sagnières (dimessosi a fine 2020).

In 16 anni al fianco di Del Vecchio i rapporti si sono cementati, tanto che il manager nato a Città di Castello è diventato parte della grande famiglia di Luxottica. Non stupisce che l’attuale compagna, Alessandra Senici, sia una storica dirigente del gruppo, né che suo figlio Matteo Milleri- che ha intrapreso una carriera nel mondo della musica – nel giugno scorso sia stato uno dei due testimoni di nozze di Leonardo Maria Del Vecchio, figlio dell’imprenditore e della Zampillo.

Milleri e Del Vecchio condividevano anche l’idea che come colosso mondiale Essilux dovesse assomigliare a Microsoft, diventare il gigante delle piattaforme dei servizi dell’ottica, con «un sistema aperto a disposizione di tutti gli ottici indipendenti ». Così come Del Vecchio ha sempre rifiutato di inglobare il suo primo rivale – la Safilo per cui ha iniziato a lavorare come terzista negli anni ‘80 – così Milleri ora ripete ai suoi collaboratori: «Ben venga la concorrenza». Certo, se hai un fatturato di 21 miliardi difficile sentirsi minacciati: il primo rivale fattura circa un miliardo. Ma la concorrenza serve «per fare sempre di meglio». Anche il delfino del grande imprenditore è impegnato per il welfare dei dipendenti. Nel ristrutturare l’head quarter di piazza Cadorna a Milano presidente e ad hanno voluto lasciare uno spazio per fare sport. Secondo Milleri e Del Vecchio «lo sport, come il lavoro, è una disciplina da coltivare». Si narra che dopo aver ricevuto un importante fondo Usa Milleri – che a differenza di Del Vecchio parla bene inglese e ha fatto un master alla Stern School of Business di New York- gli abbia suggerito: «Se vuoi scommettere sulla crescita del settore e dell’azienda, fai un ottimo investimento; se hai comprato azioni puntando sul taglio di costi e delle persone sbagli: noi assumiamo, non licenziamo ». E così è stato: i dipendenti del gruppo nato nel 2018 sono cresciuti da 140 a oltre 180 mila, e il fatturato da 14 a 21,5 miliardi, nonostante la pandemia e grazie all’acquisto di GrandVision. In azienda si dice che girando per i corridoi Del Vecchio e Milleri si lodassero a vicenda per aver fatto negli ultimi 5 anni dei 60 anni del gruppo più dei precedenti 55.Ora tocca a Milleri proseguire nel solco dell’imprenditore, che aveva ancora tanti sogni da realizzare, come riportare Essilux sulla Borsa di Milano, portare avanti il suo impegno negli ospedali (dal Rwanda al FatebeneFratelli), ma anche in Mediobanca e Generali che Del Vecchio voleva rendere ancora più grandi.