27.06.2022 Icon

Credito prededucibile vs credito ipotecario

Il Tribunale di Milano sez. II Fallimentare, in sede di reclamo al progetto di riparto parziale di una procedura di liquidazione del patrimonio ha nel dettaglio analizzato l’applicazione dell’art. 111 ter L. Fall. nella procedura di liquidazione del patrimonio.

Il Tribunale di Milano ha deciso: l’articolo 111 ter L. Fall. si applica anche alle procedure di sovraindebitamento e, più in particolare, alla liquidazione del patrimonio. 

Come noto, la norma fornisce un chiaro criterio di regolamentazione degli eventuali conflitti che dovessero insorgere in sede di distribuzione del ricavato dei beni oggetto di garanzia tra crediti prededucibili e crediti assistiti da causa di prelazione.

La ragione di tale decisione risiede sia nella comune natura giuridica delle due procedure sia nelle evidenti analogie strutturali tra le stesse. 

I Giudici Milanesi, nel corso della soluzione ai motivi di reclamo, offrono una interessante ricostruzione logica dell’art. 111 ter L. Fall., introdotto dal Legislatore con il D.lgs. n. 5/2006 proprio al fine di risolvere gli eventuali conflitti pratici che dovessero insorgere in sede di riparto, introducendo il criterio della preferenza, al fine della salvaguardia, dei crediti insorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali.

Tale evoluzione manca, invece, nella più acerba Legge n. 3 del 2012 ed infatti il dispositivo dell’analogo art. 14 duodecies co. 2 L. n. 3/2012 prevede, diversamente da quanto asserito dall’orientamento giurisprudenziale prevalente, che i crediti prededucibili possono essere preferiti rispetto ad altri in sede di ripartizione, con l’eccezione dell’attivo ricavato tramite la liquidazione dei beni oggetto di pegno o ipoteca.

Sul punto, la L. n. 3/2012, non replica quanto previsto dal dispositivo dell’art. 111 ter L. Fall. e, sulla scorta di ciò, rimane fumosa l’applicazione della prassi concorsuale generalizzata creatasi, tale per cui la satisfazione dei crediti prededucibili derivanti da spese di procedura prevalgono sulla non lesione della soddisfazione dei crediti ipotecari.

Nel caso di specie, il Tribunale di Milano ha “ritenuto condivisibile l’indirizzo di merito già espresso in materia da alcuni Tribunali, concludendo per l’operatività dell’art. 111 ter L. Fall. anche nella liquidazione del patrimonio, ove ha affermato, applicando la prassi vigente nella L. Fallimentare, che anche il creditore assistito da ipoteca su un determinato bene immobile debba tollerare le spese prededucibili”.

In ultimo, risulta altresì particolarmente interessante quanto espresso dalla stessa Corte in ordine a quali spese siano prededucibili e quindi prevalgano sulle somme ricavate dalla vendita del bene ipotecato, infatti in ragione della rimarcata appartenenza tanto del fallimento, quanto della liquidazione al cluster delle procedure concorsuali, la Corte ha concluso per la piena operatività dell’art. 111 ter L. Fall., con la conseguenza che il creditore ipotecario deve sopportare le spese prededucibili sia nel caso in cui siano specificatamente riferite al bene su cui cade il diritto di preferenza che nel caso in cui si tratti di quelle c.d. generali in quota.

Risulta, pertanto, chiara la scelta sistematica operata dalla Corte milanese dove con l’estensione dell’applicazione dell’art. 111 ter L. Fall. al sovraindebitamento, in accordo con parte della giurisprudenza ha ritenuto ingiustificata la disparità di trattamento tra i crediti privilegiati ipotecari nel fallimento e gli stessi nella procedura di sovraindebitamento.

Tribunale Milano, Sez. II Fall., 11 aprile 2022 

Roberto Plebani –r.plebani@lascalaw.com

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