09.08.2022 Icon

Condominio: uso “solidale” delle parti comuni

In materia condominiale è valida la delibera dell’assemblea che riserva al singolo proprietario disabile un posto auto comune vicino al portone d’ingresso della propria abitazione. 

L’osservanza del dovere di solidarietà e il rispetto a una normale vita di relazione sono infatti preminenti rispetto al diritto di comproprietà.

Lo ha chiarito il Tribunale di Roma con la recente sentenza in commento.

La ricorrente, proprietaria di un appartamento all’interno di un complesso residenziale, ha esposto al giudice che i fabbricati sono dotati di un cortile comune destinato a parcheggio e utilizzato da tutti i condomini senza alcuna assegnazione, per cui ciascuno parcheggia la vettura negli spazi di volta in volta disponibili.

L’assemblea con una delibera ha accettato la richiesta di un altro condomino di usufruire di uno spazio riservato per il parcheggio della propria auto in prossimità del portone a causa della grave disabilità di un familiare.

La ricorrente ha quindi chiesto al giudice di dichiarare nulla o annullabile tale delibera perché, a suo dire, si tratterebbe di un’assegnazione definitiva del posto auto che costituisce innovazione vietata in quanto limiterebbe il godimento degli altri condomini sul bene comune. Il condominio si è opposto, rilevando che i posti auto erano di numero sufficiente per tutti e che l’assegnazione del posto vicino all’ingresso era stata concessa solo per facilitare la persona affetta da problemi motori e assicurava alla beneficiaria solo il miglior uso della cosa comune.

Il Tribunale, nel respingere la domanda, ha ricordato che si ha innovazione tutte le volte che le modifiche alle parti comuni rendono nuova la cosa comune mediante trasformazione, alterazione o cambiamento della sua originaria funzione o destinazione o mediante alterazione della sua entità e identità sostanziale. 

In sintesi sono vietate solo le innovazioni che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino e non le facoltà del condominio in ordine alla migliore, più comoda e più razionale utilizzazione della cosa stessa. 

Nel caso in esame, invece, non si tratta di assegnazione nominativa definitiva e per un tempo indefinito a favore di un singolo condomino, bensì di utilizzazione della cosa comune da parte del singolo condomino con modalità particolari e diverse rispetto alla sua naturale destinazione. 

La delibera impugnata, infatti, non apporta modifiche alla destinazione del bene né, tanto meno, lede diritti acquisiti dei singoli condomini considerando, altresì, che essa non comporta la realizzazione di opere in senso tecnico o l’installazione di strutture aggiunte, ma semplicemente riserva uno stallo per un posto auto (già esistente) in favore di un portatore di handicap. 

Lo spazio, che dovrà essere mantenuto, non potrà quindi essere inteso come riservato all’uso esclusivo di un condomino bensì destinato alla vettura al servizio di persone con disabilità nel rispetto del principio solidaristico. 

Ne consegue che la delibera va ritenuta del tutto legittima perché nell’ottica di contemperare i diritti di tutti i condomini all’utilizzo dei beni comuni, va data prevalenza a coloro tra di essi che, trovandosi in condizioni di ridotta capacità motoria, devono fruire di spazi e servizi che gli consentano di raggiungere facilmente la propria abitazione in condizioni di adeguata autonomia.

Autore Valeria Bano

Senior Associate

Milano

v.bano@lascalaw.com

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